Blue Whale: ecco il gioco che porta i giovani a suicidarsi

Blue Whale: ecco il gioco che porta i giovani a suicidarsi

Ha dichiarato di non essere pentito, che i ragazzi sarebbero felici di morire e che il suo compito è quello di pulire la società da quelli che lui ha definito "scarti biologici". Allo stesso modo le regole del gioco della Blue Whale esortano a far perdere ai ragazzi che stanno gareggiando la bussola fino a buttarsi da un palazzo per dimostrare di poter vincere questo macabro gioco. E' in un gruppo chiuso che avviene l'horror game, il quale dura 50 giorni. Alcuni elementi fanno ipotizzare che sia stato portato a questo gesto atroce proprio dal gioco.

Ad oggi il Blue whale ha ucciso 157 adolescenti in Russia e solo uno dei tutor è stato arrestato.

Oggetto anche di un servizio del programma televisivo Le Iene, la sfida che conduce al suicidio si situa a metà tra la leggenda metropolitana e la triste realtà che ha preso spunto dalla finzione cavalcando il disagio giovanile.

Si tratta di pura manipolazione mentale, dove ci sono dei "Curatori" che adescano gli adolescenti sui social per introdurli al gioco. "E non solo con la Balena Blu, ma anche con i selfie estremi, o con i suicidi in rete". Una nuova efferatezza, capace di istigare al suicidio menti deboli e suggestionabili, quelle che il giovane assassino russo considera ancora, senza pentimento, gli scarti biologici della società.

Negli episodi vengono affrontati in modo anche molto crudo temi come il bullismo e il suicidio. Purtroppo ci sono persone che affermano la loro personalità e la loro dominanza sugli altri, facendo leva sulle debolezze altrui e spingendo le persone più fragili fino a commettere tale atto non conservativo. Viene proposto ai più giovani come un gioco - ma non lo è - fatto di sfide, con tanto di regole rischiose ed agghiaccianti ed il cui obiettivo finale è il suicidio.

Il consiglio ai genitori di figli adolescenti è quello di prestare particolare attenzione ad atteggiamenti strani e inediti, a tracce di sangue sui vestiti, alla musica che i figli ascoltano e alle compagnie che frequentano; una delle prove può consistere nel silenzio per 24 ore, altro elemento che deve mettere in allarme.

Ma come reagire? "Come sempre suggerisco quando si parla di relazioni con i figli, soprattutto adolescenti, la chiave per capire se ci sia qualcosa che non va è costruire una buona relazione di ascolto con i propri figli".