Blue Whale Challenge: il gioco che uccide. Ecco i consigli della polizia

Blue Whale Challenge: il gioco che uccide. Ecco i consigli della polizia

Come mai tanti adolescenti sono così attratti dai giochi mortali?

Un esempio lampante è l'espressione di sconcerto che leggo sulle facce di coloro a cui provo a spiegare che i nostri figli potrebbero essere in grado di accedere al "deep web" e acquistare, senza correre il rischio di essere intercettati, grossi quantitativi di droghe, armi, organi umani, prestazioni sessuali estreme e ogni altro genere di prodotto del demonio. La dirigente ha poi organizzato un incontro con tutto il personale dell'istituto per affrontare la questione (ancora tutta da chiarire), ma alla fine si sono presentati solo due insegnanti e due genitori.

Ci può spiegare bene come funziona? Ma le scuole in quanto tali non c'entrano nulla, non è lì che vengono eventualmente fatti questi gesti di autolesionismo, ed anzi è proprio dalle scuole che sta partendo l'allarme.

Ieri la Polizia Postale all'interno della trasmissione Chi l'ha visto ha comunicato che vi sono stati tre casi di Blue Whale in Abruzzo. Non a caso ho esordito affermando che la tecnologia ormai ha preso il posto delle relazioni umane, rimandando ad un monitor speranze, paure e sofferenze. "Ma il primo 'osservatorio' -avverte l'investigatore- sono le famiglie, che devono prestare la massima attenzione a qualunque comportamento anomalo dei loro figli adolescenti e rendersi conto in tempo degli indicatori di disagio, compresi tagli, tatuaggi, periodi di isolamento e cali di rendimento scolastici". Cosa attrae di un gioco così masochista?

Aveva postato su internet una foto in cui apparivano tagli che si era inflitta ad un braccio, lesioni considerate il rito di iniziazione del "blue whale challenge". Per questo motivo una volta iniziata la sfida non potevano ritornare indietro.

Viene chiamato Blue Whale Challenge, il gioco horror che si sta drammaticamente diffondendo tra gli adolescenti. Una ragazza (Maria) interviene su facebook dicendo: "Più che un gioco è una "trappola psicologica", ecco perché - prosegue Maria nel suo intervento su questo argomento - bisogna intervenire seriamente e sgominare tutti questi folli!". È come se desiderare la morte, martoriare il proprio corpo sia l'unico modo per tamponare un dolore insostenibile. Molte le domande che leggo (e che io stessa, come madre, mi pongo): li proteggiamo abbastanza?

Secondo la testimonianza del creatore, quei ragazzi erano felici di morire, poiché era riuscito a dare loro quello che desideravano e mai avuto nelle loro vite, ovvero calore, comprensione e importanza.

Cercando #BlueWhale, #BlueWhaleChallenge o altri hashtag con il riferimento al gioco, si apre una pagina di aiuto, in cui si invita l'utente a parlare con un amico o un centro assistenza in caso di problemi. "Mai come in questo caso, meglio un allarme infondato che un allarme non lanciato".