Bankitalia, perfezionata la cessione delle good bank a Ubi

Bankitalia, perfezionata la cessione delle good bank a Ubi

Futuro incerto per le tre Good Bank rilevate da Ubi Banca: l'istituto guidato da Victor Massiah sarebbe intenzionato a tagliare circa un terzo dei 4.800 dipendenti in forza a Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti. Un insieme di informazioni che piace al mercato, che acquista a piene mani l'azione (segui il titolo in diretta).

Dopo il via libera dalla Bce, Ubi Banca ingloba le tre Good Bank e aggiorna il piano industriale. Gli oneri operativi scenderanno di 200 milioni "attraverso l'incremento della produttività complessiva che comporterà anche la riduzione dell'organico (-1.569 risorse o -32% rispetto al 2016 nel perimetro Bridge Banks) e l'ottimizzazione delle altre spese amministrative".

Sono davvero lusinghieri i bilanci di Ubi Banca nel 2017. Il piano di incorporazione delle tre good bank sarà "estremamente rapido, con la prima migrazione", di Banca Marche e Cassa di Risparmio di Loreto, in programma "entro fine ottobre". Cambiano anche i nomi delle tre banche: Banca Marche diventa Banca Adriatica, Banca Etruria diventa Banca Tirrenica, e CariChieti diventa Banca Teatina. E' inoltre previsto un "forte ricambio generazionale", con riduzione di circa 3.000 risorse, per effetto dell'uscita di circa 4.000 lavoratori, di cui circa 2.170 con accesso al Fondo di Solidarietà (già spesati i costi per 1.300 sul perimetro Ubi Banca e circa 530 sul perimetro delle Bridge Banks). Per tutt'e tre la sede legale si trasferisce a Bergamo fino alla fusione in Ubi, si prevede entro l'inizio del 2018.

La percentuale, in unità si trasforma in ben 1.569 esuberi, circa un terzo il personale delle tre 'good bank'.

Le notizie di stampa sul Piano Industriale, che però aspettiamo di conoscere nel dettaglio, non sono per niente tranquillizzanti, laddove si parla subito di un elevato, elevatissimo numero di esuberi di personale; non ci facciamo prendere dal panico, ma affronteremo con lucidità anche questo ulteriore passaggio, consapevoli che il Contratto Nazionale offre tutti gli strumenti per evitare i licenziamenti, da noi come in tutte le banche italiane. "Conseguentemente, con provvedimenti della Banca d'Italia è stata dichiarata la cessazione della qualifica di ente ponte degli intermediari, che proseguiranno la loro attività nell'ambito del Gruppo Ubi". Solo nel primo trimestre di quest'anno il gruppo bancario ha fatto registrare un utile di 67 milioni di euro (+59,4% rispetto allo stesso periodo del 2016) nonostante il Fondo Atlante si sia svalutato per 13,5 milioni.