Banche: De Bortoli a Renzi, nessuna ossessione personale

Banche: De Bortoli a Renzi, nessuna ossessione personale

In realtà mentre la candidatura di De Bortoli in RAI fu naturalmente bocciata (non da una commissione parlamentare, ma dai renziani) perché proveniente dalla minoranza PD che poi ha lasciato il partito, Ferruccio all'epoca della candidatura aveva già scritto l'editoriale sul Patto del Nazareno e lo stantìo odore di massoneria che tanto aveva fatto arrabbiare Renzi. Oggi Renzi interviene sul caso ipotizzando che De Bortoli abbia sviluppato una "ossessione personale" nei suoi confronti, che di riflesso colpisce anche le persone a lui vicine come Boschi e Marco Carrai. "Favoritismi per nessuno", sottolinea. "Si faccia la Commissione di inchiesta. Andiamo a fare la commissione d'inchiesta così non fondiamo la repubblica su pettegolezzo e sentito dire: andiamo a vedere le carte". Ospite a L'Arena, su Rai1, Matteo Renzi rilancia le accuse all'ex direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, che nel suo ultimo libro, "Poteri forti (o quasi)", parla di una richiesta avanzata dall'allora ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi, all'amministratore delegato di UniCredit, Federico Ghizzoni, per acquistare Banca Etruria, di cui il padre della Boschi era vicepresidente. "Sulla legge elettorale purtroppo il Pd da solo non ha la maggioranza, altrimenti l'avremmo già fatta, e tutti quelli che hanno detto no al referendum adesso dovranno decidere da che parte stare. Spero ci sia una legge con principio che il cittadino possa decidere liberamente e la sua scelta corrisponda a un principio di governabilità", aggiunge Renzi. "Se ci fosse la possibilità di provarci perché dire no?". "A me e al Pd conviene votare a fine legislatura, tra febbraio e maggio del prossimo anno". E non i veri scandali, clamorosi, che si sono stati, da Siena, alle banche venete, alle banche pugliesi. "Credo finirà cosi'". "L'importante è usare questi mesi non per le cose che interessano ai politici ma per cose concrete e dare una mano al governo Gentiloni, non fargli la guerra, per gestire i problemi veri come mettere i due miliardi per le periferie".

Un capitolo è stato dedicato anche al tema vaccini: "I vaccini non sono né di destra né di sinistra. Ora è andato, basta, chiuso", ha detto Renzi. "Parla di corda in casa dell'impiccato.Volevo cancellare trecento poltrone e l'unica cancellata è la mia", risponde. Con il referendum avevamo immaginato un sistema molto più semplice con il ballottaggio, come fanno i francesi. "Il vaccino deve essere obbligatorio perché a scuola un bambino senza vaccinazioni diventa un pericolo per gli altri", ha spiegato l'ex premier davanti a Massimo Giletti. "Volevo cancellare trecento poltrone". Il segretario Pd è tornato a insistere sul maggioritario.