Arrestata presidente antiracket Salento

Arrestata presidente antiracket Salento

Sequestroda oltre 2 milioni di euro.

Un'inchiesta della Guardia di finanza ha portato all'arresto di quattro persone a Lecce ritenute responsabili a vario titolo di truffa, concussione, corruzione e falso. Nel fascicolo degli indagati compaiono decine di professionisti tra avvocati e commercialisti.

Misura interdittiva di divieto di ricoprire cariche pubbliche per l'attuale assessore al Bilancio del Comune di Lecce Attilio Monosi e per l'avvocato Marco Fasiello, uno dei legali dell'associazione antiracket.

Si tratta, tra gli altri, di Maria Antonietta Gualtieri, presidente dell'associazione antiracket di Lecce, e Lillino Gorgoni, funzionario del Comune di Lecce.

La somma dei due milioni di euro è stata assegnata all'Associazione antiracket Salento dall'Ufficio del Commissario straordinario antiracket istituito presso il Ministero dell'Interno. Documentati la fittizia rendicontazione di spese per il personale impiegato; l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti afferenti l'acquisizione di beni e servizi; la rendicontazione di spese per viaggi e trasferte in realtà mai eseguite; la falsa attestazione del raggiungimento degli obiettivi richiesti dal progetto in termini di assistenza ai nuovi utenti e numero di denunce raccolte.

In dettaglio, i finanzieri hanno accertato che l'associazione aveva stipulato contratti di collaborazione con dipendenti fittizi e compiacenti professionisti, emettendo false buste paga e ricevendo fatturazioni per prestazioni professionali inesistenti. Anche per questi ultimi casi, il denaro indebitamente percepito sarebbe stato dapprima inviato via bonifico alle ditte esecutrici dei "lavori" e ai "fornitori" di materiale, per poi essere restituiti in contanti per un importo pari alla differenza di fatturato e una quota del 20 per cento come "compenso" alla stessa ditta.

"Le indagini permettevano, altresì, di accertare l'illecita percezione di finanziamenti destinati alle opere infrastrutturali ed all'acquisto degli arredi presso le sedi di Lecce e Brindisi denotando dirette responsabilità a carico d egli amministratori comunali e dei direttori dei lavori coinvolti nel rilascio delle autorizzazioni e nei pagamenti delle relative opere". Le opere di ristrutturazione, nello specifico, sarebbero state eseguite presso lo sportello di Lecce, a Borgo Pace, senza la preventiva approvazione da parte dell'Ufficio commissario antiracket. Un meccanismo reso possibile attraverso i rapporti esistenti tra l'impresa esecutrice dei lavori ed un funzionario pubblico che in cambio riceveva agevolazioni nel pagamento di alcuni lavori eseguiti dalla medesima ditta presso la propria abitazione. La portavoce dell'associazione, inoltre, ricevuta la convocazione presso gli uffici della guardia di finanza, avrebbe "istruito" alcuni suoi testimoni, affinché potessero rendere versioni difformi dal vero, per poter occultare le irregolarità nella gestione dei fondi ministeriali.