Agenti accoltellati, Grasso: non enfatizzare l'aggressione a Milano

Agenti accoltellati, Grasso: non enfatizzare l'aggressione a Milano

La pm Maura Ripamonti ha chiesto alla gip Manuela Scudieri di convalidare l'arresto e di disporre la custodia cautelare in carcere per tentato omicidio - l'interrogatorio di garanzia sembra abbia riguardato soltanto questo aspetto della vicenda -, mentre proseguono le indagini dei pm dell'antiterrorismo Alberto Nobili e Alessandro Gobbis su un possibile reclutamento del ragazzo, che ha piccoli precedenti per spaccio, e sul fatto che potesse avere già in mente di compiere un'azione violenta con i due coltelli rubati poche ore prima di essere controllato dalla pattuglia. Hosni risulta, inoltre, indagato per terrorismo internazionale. Quando è tornato in Italia nel 2015, ha aggiunto, "non mi trovavo bene con mia madre e il nuovo marito", così è partito in direzione Milano "dove sono stato un mese e mezza da mia zia ma poi sono andato a vivere in strada, dormivo nel mezzanino della stazione e a volte anche in qualche dormitorio, da cui però spesso mi hanno cacciato".

Anche lei ha raccontato che il ragazzo "non aveva voglia di far nulla e chiedeva sempre denaro". Il giovane ha raccontato inoltre che "persone più grandi di me mi picchiavano e mi davano la droga" da spacciare. Ilegale di Hosni, l'avvocato Giuseppina Regina, è pronta a depositare già domani al giudice una richiesta di perizia psichiatrica per valutare le condizioni psichiche del giovane. Il legale lo ha descritto come "assente e con lo sguardo basso" durante l'interrogatorio e ha spiegato che "ha chiesto di poter parlare al telefono con la nonna che sta in Tunisia".