11 arresti per sfruttamento della prostituzione a Pescara

11 arresti per sfruttamento della prostituzione a Pescara

L'operazione è partita a fine 2016 su segnalazione del comitato dei residenti della zona del centro che da tempo protestano per la presenza delle prostitute anche in orari pomeridiani. Ma questa volta c'è di più perchè la Squadra Mobile di Pescara, indagando, ha scoperto che almeno una delle donne che veniva fatta prostituire era una tossicodipendente affetta da Hiv e potrebbe aver trasmesso il virus anche ai suoi clienti. In particolare, sono stati monitorati cinque nuclei criminali, eterogenei e autonomi tra loro, di cui due di matrice albanese e tre di matrice romena, dotati di una struttura organizzativa seppur minima, dediti allo sfruttamento della prostituzione secondo accordi prestabiliti che avevano il fine di evitare i conflitti su strada per non attirare l'attenzione delle forze dell'ordine, in modo da massimizzare i profitti.

La Polizia ha mappato le postazioni in cui eservitavano le prostitute, molte di loro già note alle forze dell'ordine perchè sfruttate da persone già arrestate e condannate in passato per reati specifici. Individuata anche una prostituta italiana di 35 anni che lavorava nella zona vicino alla stazione centrale affetta da Hiv ed Epatite C, che avrebbe dunque potuto infettare diversi clienti.

Al riguardo, al solo fine di acquisire ulteriori elementi atti ad avvalorare potenziali sue responsabilità per eventi lesivi, connessi alla possibile trasmissione delle suddette patologie per via sessuale, l'Autorità Giudiziaria, facendo salvi i diritti connessi alla tutela dei dati sensibili delle persone coinvolte, ha autorizzato la divulgazione di questa circostanza.

Per questa ragione la polizia di Stato, garantendo il totale anonimato, invita chiunque possa essere potenzialmente interessato dal problema, a recarsi negli uffici della Squadra Mobile di Pescara in Questura. Gli agenti della Squadra Mobile, coordinati dal primo dirigente Pierfrancesco Muriana, in collaborazione con i colleghi delle Squadre Mobili di Teramo e Lucca, hanno dato esecuzione a undici misure cautelari restrittive (otto in carcere e tre ai domiciliari) disposte dal Gip del Tribunale di Pescara Nicola Colantonio, su richiesta del Pm Gennaro Varone. I dettagli saranno forniti, a Pescara, nel corso di una conferenza stampa alle 11.