WhatsApp, dalle chat allo scambio di soldi

WhatsApp, dalle chat allo scambio di soldi

WhatsApp ha questa volta deciso di ampliare una delle funzionalità di base dell'app: l'invio di più contatti, contemporaneamente, dentro una chat.

A quanto pare, almeno per il momento, la funzione di condivisione di più contatti contemporaneamente dovrebbe essere disponibile su smartphone Android e successivamente anche su dispositivo iOS.

In un mondo in cui il proverbiale assunto "se non puoi batterli, unisciti a loro" si è trasformato nel molto più prosaico e meno amichevole "se non puoi comprarli, copiali", ecco che la Facebook Inc è finalmente giunta al punto di emulare il più possibile tutte quelle funzioni che hanno reso Snapchat tanto popolare nel mondo da portare lo stesso Zuckerberg a voler dapprima a cercare di acquistare e quindi a distruggere (a seguito di rifiuto) l'app del fantasmino.

Il sistema permetterebbe di effettuare microtransazioni direttamente tramite l'applicazione grazie al sistema UPI, un sistema di pagamento bancario sostenuto dal Governo Indiano per consentire a milioni di indiani di poter accedere al sistema bancario. Si tratterebbe di una novità non di poco conto visto che l'India con 200 milioni di iscritti è per WhatsApp il principale mercato.

Secondo le indiscrezioni, negli scorsi mesi uno dei fondatori della società, Brian Action, avrebbe incontrato alcune autorità del governo asiatico per discutere su come uniformare il sistema agli standard legislativi locali, previsti dal sistema di pagamenti unificati Upi (Unified Payments Interface). Facebook ha già aggiunto il supporto per i pagamenti all'interno della sua applicazione Messenger negli Stati Uniti.

Altra novità dell'applicazione, ma relativa solo a chi vive in India: WhatsApp sta per diventare una piattaforma di pagamenti.

Sulla stessa linea d'onda potrebbe porsi la probabilità di vedere delle video pubblicità all'interno di WhatsApp nei prossimi mesi: il servizio di messaggistica, magari in una versione dedicata, diventerà quindi sempre più "commerciale".