Vaccini: radiato il primo medico no-vax

Vaccini: radiato il primo medico no-vax

La radiazione di Gava per gli avvocati difensori, Silvio Riondato e Giorgio Piccolotto, "è conforme alle attese fin dalle primissime fasi del procedimento, perché già allora il presidente dell'Ordine Luigino Guarini ha comunicato a più persone che il procedimento contro Gava sarebbe stato un 'processo a Galileo Galilei'". E dura è stata la reazione degli avvocati di Gava che, su Fb, scrivono: "Il dottor Gava è stato condannato soltanto per le sue idee, idee ben fondate sull'esigenza di personalizzazione di ogni vaccinazione per prevenire i gravi pericoli e i vari danni da vaccino ai singoli pazienti, contro la vaccinazione indiscriminata di massa". Sotto accusa le tesi del medico che si chiedeva, in un'intervista, "perché le autorità insistono nel voler vaccinare?"

"La decisione dell'Ordine di Treviso è severa ma necessaria".

I legali annunciano quindi che presenteranno ricorso davanti ad un giudice (che congela la radiazione del dottor Gava) poiché, denunciano: "gli Ordini dei medici sono sostanzialmente non competenti, sono associazioni rappresentative di imprese economiche che cioè mirano al lucro, perciò sono inaffidabili, sono a rischio di gravi arbitri e irregolarità come nel caso, ed a rischio dei troppo spesso sottaciuti conflitti di interesse le cui condizioni adombrano l'indipendenza e la trasparenza delle valutazioni".

Così il responsabile sanità del Pd, Federico Gelli, commenta la notizia della radiazione di Roberto Gava, uno dei paladini dei no-vax in Italia, da parte dell'Ordine di Treviso. Si tratterebbe Roberto Gava, il quale come abbiamo già anticipato, sarebbe stato radiato su decisione dell' Ordine dei Medici di Treviso, provvedimento definito un passaggio importantissimo, che deve essere un segnale per tutti i medici che non si comportano secondo la deontologia.

"Al dottor Gava non è stato contestato alcun pericolo o danno subìto da suoi pazienti, nessuno dei quali si è dimostrato scontento di lui". Tuttavia, precisa, "non entro nel merito del caso specifico perché c'è un principio che bisogna rispettare ed è quello che consegna agli ordini professionali la totale autonomia in merito ai procedimenti e alle sanzioni disciplinari nei confronti degli iscritti". "Tra l'altro grazie a questa sentenza avranno vita molto più facile tutte quelle normative che si stanno attuando in varie regioni d'Italia e che io vedo molto, molto favorevolmente". Si tratta di Roberto Gava.