Vaccini, per gli Usa siamo a rischio morbillo

Vaccini, per gli Usa siamo a rischio morbillo

A preoccupare sono i focolai di morbillo registratisi nel nostro Paese che hanno spinto i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta ad emettere una nota per tutti i cittadini americani che intendano recarsi in Italia nei prossimi mesi.

Unico dato positivo è che non si sono verificati casi mortali. "Dobbiamo tenere presente anche il contesto statunitense", continua Lopalco. "Tra l'altro, voglio sottolineare che il morbillo è una malattia pericolosa, e non sempre il suo percorso è benigno". "Quindi le istituzioni americane devono stare molto attente a non reintrodurlo".

E, a parte il problema di salute pubblica, c'è anche la componente economica a pesare: "è stato calcolato che un'epidemia di morbillo costa agli Stati centinaia di migliaia di dollari".

Ma in Italia com'è davvero la situazione?

Tra le città più visitate per Pasqua, così come riportato da Skyscanner, spicca Catania, prima meta italiana per voli preceduta solo da Londra, Amsterdam e New York.

Il forte aumento dei casi di morbillo in Italia, segnalato dal ministero della Salute, "è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche consolidate e nonostante i provvedimenti di alcune regioni che tendono a migliorare le coperture, anche interagendo con le famiglie e i genitori".

Alla fine di marzo da Ginevra l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia contro il progresso delle epidemie che minaccerebbero l'eliminazione definitiva di questo morbo.

Secondo dati dell'Istituto Robert Koch citati dalla Bild, nel 2015 al 92,8% degli alunni all'inizio del ciclo scolastico era stata somministrata la seconda dose del vaccino.

"Il calo vaccinale attuale", conclude Lopalco: "non incide in modo significativo sugli eventi epidemici attualmente in corso, ma è del futuro che dovremo preoccuparci di più se non si sarà in grado di invertire la rotta".