Uilca: No a licenziamenti in Mps, Bpvi e Veneto Banca

"Molto è stato fatto in quest'anno, ma ci sono ancora ingenti ricapitalizzazioni davanti a noi, che la banca tratta direttamente con la vigilanza, l'antitrust europeo e lo Stato italiano - ha detto nel suo intervento Marco Dell'Antonia, rappresentante del fondo azionista Atlante -".

È facile prevedere quindi che l'assemblea - che come da consolidata tradizione si terrà domani sabato 29 Aprile al Pentagono di Bormio a partire dalle 10.30 (potete seguirla con la cronaca di Valtellinanews) - sarà più un aggiornamento sulle prospettive di sviluppo dell'Istituto di piazza Garibaldi che un momento di animoso dibattito tra soci.

I soci della Banca Popolare di Vicenza hanno approvato il bilancio 2016 che si chiude con una perdita di 1,9 miliardi di euro.

Roma - "Abbiamo chiesto al ministro Padoan di attivarsi per ottenere chiarimenti in merito alle circostanze che hanno portato alla nomina dell'ex vice direttore generale della BpVi De Francisco a direttore generale del Credito Fondiario, passaggio avvenuto a due mesi dalla vendita di crediti deteriorati (Npl) di BpVi e Veneto Banca, ad un prezzo vantaggioso, proprio ad una società del Credito Fondiario".

Nel corso dell'assemblea, Viola ha sottolineato che è prevista una significativa riduzione del personale, ricordando che è stato avviato con i dirigenti della banca un negoziato per ridurre anche le loro retribuzioni. Il 17 Dicembre 2016, infatti, non s'è potuto tenere l'assemblea straordinaria, convocata appositamente per procedere alla trasformazione, a causa di un provvedimento d'urgenza emesso dal Tribunale di Milano con cui se ne inibiva lo svolgimento. Una pesantissima zavorra che peserà - e molto - sull'imminente fusione dei due istituti.

Una caratteristica che secondo l'ad, rappresenta un "piccolo segnale di fiducia" nei confronti del futuro della banca.

Lanza ha inoltre assicurato che la banca "non ha dimenticato i soci che non abbiamo potuto includere nella Offerta pubblica di transazione (Opt)". Nel frattempo l'istituto prosegue nel taglio dei costi di gestione, con un calo del 2% delle spese del personale, del 5% di quelle amministrative e la chiusura di 70 filiali nel 2016 che si aggiungono alle 36 soppresse nel 2015.

Spostandoci a Montebelluna "Gli atti sono quasi pronti, per l'azione di responsabilità è questione di settimane".