Uccidere il cancro si può. Con la prevenzione

Uccidere il cancro si può. Con la prevenzione

Grazie al test dell'oncologa, invece, è possibile sapere con rigore scientifico quando e come la massa tumorale si svilupperà, in anticipo rispetto alla tabella di marcia.

Rachele Nenzi sul quotidiano Il Giornale scrive che la scienziata, italiana trapiantata in Francia, è riuscita a mettere a punto il test Iset, Isolamento per dimensioni delle cellule tumorali, che è in grado di fornire una diagnosi precoce del cancro attraverso un semplice e normalissimo prelievo di sangue.

Francamente non riesco a capire (non sono l'unico) il silenzio o, per lo meno, la scarsa diffusione nella stampa italiana della scoperta di una ricercatrice italiana che riguarda un sistema predittivo capace di individuare con largo anticipo la presenza di cellule cancerogene.

Attualmente, il test è disponibile per rilevare le metastasi presenti nei pazienti che sono già affetti da tumore, anche se un paziente "sano" può richiedere di effettuarlo, pagando 486 Euro, che purtroppo, non sono rimborsabili dal servizio sanitario.

"Da circa un anno e mezzo è a disposizione il test Iset (Isolation by Size of Tumor Cells) per l'individuazione delle cellule tumorali nel sangue. Testerei tutta la popolazione gratis ma non posso, è terribile". Anche me stessa, e mio marito. "E' difficile dire al pubblico di ripeterlo ogni sei mesi quando non è rimborsati". Il cancro ci uccide perché gli lasciamo il tempo di farlo. "Sensibilità e specificità del test - assicura Paterlini-Bréchot - sono ormai convalidate da circa 60 pubblicazioni indipendenti". È una scoperta straordinaria, perché permetterebbe in breve tempo di dare un responso di malattia a tutti i pazienti che si vorrebbero sottoporre al test. La volontà della dottoressa sarebbe quella di testare tutto il mondo, ma purtroppo ha le mani legate.

"Sì, ma io sono molto prudente nell'accettarli. Piuttosto smetto e mi dedico ad altro". La dottoressa, italiana, vive da anni in Francia, insegna biologia cellulare e molecolare all'Università Paris-Descartes.

E la ricerca continua: "Oggi il test indica se ci sono cellule tumorali nel sangue e a quel punto bisogna poi cercare l'organo coinvolto con i soliti esami (radiografie, tac)".

Quando inizia a crescere, qualunque tumore maligno è sempre piccolissimo, di dimensioni inferiori ad un millimetro, e prima che si renda "visibile" e che dia segno di sé impiega dai quattro ai cinque anni, ma già dall'inizio provoca lentamente il rilascio di alcune sue cellule, che si distaccano da lui e si disperdono nel sangue, dove restano per un tempo lunghissimo libere, fluttuanti e non "adesive", impiegando anni a rafforzarsi per diventare aggressive, fino a quando si infiltrano nei capillari degli altri organi che incontrano nel loro percorso e dove attecchiscono moltiplicandosi velocemente e generando le pericolose metastasi, le quali poi crescono in modo esponenziale aggredendo l'intero organismo.