Turchia, l'opposizione denuncia brogli. La risposta: "Sono valide le schede senza timbro"

Turchia, l'opposizione denuncia brogli. La risposta:

I "Sì" al referendum costituzionale turco si fermano al 51,2%, ma l'opposizione denuncia brogli. L'unica sorpresa importante arriva dal voto all'estero, dove la riforma che regala al presidente poteri quasi illimitati è stata votata con quasi il 60%, con picchi nei Paesi europei che Erdogan ha attaccato maggiormente. Di conseguenza fasulli. Secondo l'opposizione le irregolarità avrebbero interessato il 37% dei seggi. "Nonostante queste difficoltà - ha proseguito il ministro - ci sono possibilità di riportare sul giusto binario le nostre relazioni. La campagna elettorale non è stata condotta ad armi pari, eppure il vantaggio è minimo". Polemiche legate a presunti brogli elettorali e guidate in prima linea dagli osservatori internazionali dell'Osce, i quali sostengono che il voto "non è stato all'altezza degli standard del Consiglio d'Europa" e che "il contesto legale è stato inadeguato allo svolgimento di un processo genuinamente democratico". "Non vedremo o ascolteremo i rapporti che preparate con motivazioni politiche", ha detto Erdogan. "La Turchia ha preso una decisione storica di cambiamento e trasformazione" che "tutti devono rispettare, compresi i Paesi che sono nostri alleati". "È facile difendere lo status quo, ma molto più difficile cambiare".

In questo contesto le congratulazioni di Trump legittimano la vittoria di Erdogan ma lasciano sgomenti tutti gli altri, spiega la Bbc.

Circa il potere giudiziario la riforma prevedeva l'abolizione delle corti militari e di conseguenza i due giudici militari della Corte Costituzionale - da 17 a 15 -, una diminuzione dell'Alto Consiglio dei giudici e dei procuratori da 22 a 13, tra cui 4 nominati dal Presidente, 7 dal Parlamento, più Ministro della Giustizia e sottosegretario. Con la nuova Costituzione Erdogna, inoltre, potrebbe rimanere al potere fino al 2029.

In una nota congiunta la cancelliera Angela Merkel e il ministro degli Esteri Sigmar Gabriel dichiarano che la Germania rispetta la volontà del popolo turco ma sottolineano anche che il presidente Recep Tayyip Erdogan ha "una grande responsabilità". Sono almeno due anni che in Turchia si è instaurato un regime di per sé autoritario e la situazione è stata acuita dal tentato golpe del 2016, momento sfruttato da Erdogan per mettere in atto una 'pulizia' e reprimere il dissenso anche a livello mediatico. Basta osservare la collocazione geopolitica della Turchia al centro di uno scacchiere denso di criticità e conflitti che comprende Russia, Caucaso, Iran, Irak, Siria, Israele, Cipro e i Balcani per comprendere quanto quel Paese sia strategico per la stabilità dell'Europa, del Mediterraneo, del Medio Oriente. Verosimilmente si tratta dell'inizio della fine per Erdogan.

Lo ha detto la deputata austriaca di origini turche Alev Korun, membro della delegazione di osservatori dell'Osce, citata da media locali. Vuol essere infatti Lui a decidere, non potendo sopportare di essere "respinto". Il referendum non lascia spazio a mezze misure, ma da stasera la Turchia appare ancora più divisa.