Turchia, Gabriele Del Grande al telefono: "Inizio lo sciopero della fame"

Il giornalista italiano da ieri sera ha deciso di iniziare uno sciopero della fame. Intanto a Roma, c'e' stata la mobilitazione della Fnsi: al congresso statutario della Federazione Nazionale della Stampa, tutti i 400 giornalisti presenti si sono alzati con una foto del giornalista. "Ho in fase di lavorazione un contatto mio personale e diretto con il Governo turco, per fargli capire chiaramente qual è il livello di attenzione del nostro Paese su questa vicenda" ha specificato il Ministro degli Esteri, Angelino Alfano. Una delegazione del consolato italiano di Smirne si rechera' quest'oggi in visita al giornalista e regista, che e' attualmente rinchiuso in un centro di identificazione ed espulsione a Mugla, sulla costa egea della Turchia.

Gabriele, 35 anni, è blogger e documentarista che ha fondato Fortress Europe, blog in cui raccoglie gli eventi riguardanti le morti e i naufragi dei migranti africani nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l'Europa. Del Grande lo ha annunciato chiamando la sua compagna e alcuni amici "I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo - ha aggiunto nella telefonata -". "La prima telefonata - rendono noto la compagna Alexandra d'Onofrio e i compagni di viaggio di 'io sto con la sposa' - che gli è stato concesso di fare da domenica 9 quando è stato fermato dalle autorità turche al confine nella regione di Hatay". La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito ripetuti interrogatori al riguardo. Del Grande e stato fermato il 9 aprile durante un controllo di polizia alla frontiera con la Siria: da allora le autorita' turche gli hanno proibito le comunicazioni con l'esterno, tranne quella di martedi' con la sua famiglia.

"Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato".

"Come abbiamo fatto sin dal primo momento, chiediamo con ancora più forza alle autorità italiane di porre con raddoppiata energia la richiesta di liberazione di Gabriele Del Grande, fermato solo e soltanto per aver tentato di svolgere il suo mestiere".