Torrisi, inadeguata e inconcepibile richiesta Alfano

Torrisi, inadeguata e inconcepibile richiesta Alfano

La parola crisi di governo non la vogliamo sentire pronunciare.

Le prossime ore sono decisive per sapere se quanto accaduto in queste ore sia solo un fuoco di paglia o sia il segnale dell'apertura di una crisi che metterebbe a rischio il futuro del governo guidato da Paolo Gentiloni. La nostra è diversa: "il senatore Torrisi non rappresenta Ap al vertice della commissione Affari Costituzionali", sentenzia il ministro degli Esteri, che ha preferito sacrificare uno dei suoi pur di preservare l'alleanza di governo. "Prendo atto della scelta del senatore Torrisi. Io lavoro per le istituzioni", dice il deputato catanese, escludendo quindi l'ipotesi dimissioni. "Temo che si voglia andare alle elezioni con questa legge elettorale perché ha i capilista bloccati".

"Se in accordo qualcuno è durante cerca proveniente da pretesti dica illustre e si assuma la ragionevolezza, quando mi sembra proveniente da giustificare dichiarazioni proveniente da Orfini, abbiamo capito il giochino a cui ci prestiamo".

Caos nella maggioranza dopo l'incidente di ieri al Senato con la maggioranza ko nella votazione del presidente della Commissione Affari Costituzionali. Un ruolo chiave, quello di presidente della commissione Affari Costituzionali, che deve occuparsi della legge elettorale. Noi agiamo sempre a viso aperto e assumendoci le responsabilità. "Mi impegnerò per rafforzare la coesione nella maggioranza", ha spiegato il premier a Guerini e Orfini che hanno chiesto un incontro al Quirinale, richiesta però non ancora ufficialmente pervenuta. Innanzi tutto c'è da registrare il fatto che lo stesso Torrisi non ha al momento fatto sapere nulla in proposito. Sia da parte degli scissionisti che da altre parti è venuta meno la lealtà nella maggioranza. "Noi miniamo la stabilità del Governo?"

La giornata quindi scorre tra continui scambi di accuse tra i partiti che compongono la maggioranza. Tensione alta, insomma, anzi altissima. Membro e senatore di Alternativa Popolare, è stato eletto dopo una manovra poco chiara delle opposizioni e di alcune parti del governo in Commissione, sotto accusa Mdp, Ap e alcuni non-renziani nel Pd. Poi, incontrando i suoi al Nazareno aggiunge: "Non è vero che l'Italia non è riformabile, noi siamo quelli che vogliono portare più avanti l'asticella dei diritti". Ma c'è chi vede, nonostante tutte le smentite, come manovratore parti di Pd vicine all'ex premier e ora candidato alla segreteria.

Anche la capogruppo Bianconi, insieme a Simona Vicari e Federica Chiavaroli, ha sottolineato la necessità di un passo indietro del collega Torrisi.