Terrorismo, arrestato marocchino che pianificava attentati

Terrorismo, arrestato marocchino che pianificava attentati

El Aoual Mouner, marocchino di 29 anni: è questo l'identikit dell'uomo arrestato oggi pomeriggio dai carabinieri del R.O.S. con un'accusa pesantissima: essere un terrorista dell'Isis. Localizzato in Italia, il soggetto "aveva esternato la volontà di pianificare un attentato terroristico nel nostro Paese ed era alla ricerca di altri sodali per la sua realizzazione". Gli accertamenti avviati dalla Procura di Roma e proseguiti dalla Procura di Torino, a cui è stato trasmesso il relativo fascicolo processuale per competenza territoriale, consentiva di appurare che uno degli amministratori del canale tematico, nickname "ibn dawla7", ovvero "figlio dello Stato", era lo stesso El Aoual. Nell'ambito delle attività di prevenzione e contrasto del fenomeno dei cosiddetti "foreign fighters" e "lone wolves", nel mese di settembre dello scorso anno "era stato individuato un internauta residente in Italia che, utilizzando il nickname 'Salah Deen' sul social network Facebook, aveva condiviso immagini di propaganda jihadista di difficile reperibilità, elemento che indicava il potenziale inserimento dell'utente nell'organizzazione terroristica Isis". "E' lui il mio Califfo, perché se lo è meritato". Era riuscito a conquistarsi la fiducia di due italiani, madre e figlio, S.M. e F.G., che da nove anni lo ospitavano.

Per spiegare la pericolosità del soggetto, bastano le parole del Giudice per le indagini preliminari nel provvedimento che ha portato alle misure cautelari: "si tratta di un soggetto estremamente pericoloso, che sta attualmente svolgendo un'importante opera di proselitismo ed incitamento ad azioni violente e letali per un numero indeterminato di persone e che, per intenti e personalità, presenta un altissimo rischio di passare direttamente all'esecuzione di tali gravi atti di violenza". "Io ho girato fedeltà a lui con tutto me stesso".

Sfruttando la copertura che era riuscito a crearsi, l'uomo utilizzava utenze telefoniche intestate a terze persone italiane, tra cui i due italiani che lo ospitavano, al momento soltanto persone informate dei fatti nell'ambito dell'inchiesta.

Il 29enne, inoltre, "diffondeva consigli indirizzati dall'IS ai "lupi solitari" e ai "foreign terrorist fighters"; pubblicava materiale su tecniche di combattimento, di assassinio, di depistaggio dei controlli delle forze di polizia e sui comportamenti da tenere nei Paesi occidentali per diventare "invisibili"; giustificava, inneggiava e approvava gli attentati recentemente commessi in Germania, Svezia e Francia; istigava a compiere attentati contro i "miscredenti".

In rete erano stati trovati anche video, condivisi sempre dal marocchino, che mostravano come uccidere i "miscredenti" e manuali su come progettare esplosivi rudimentali.