Strage di Erba: accolto il ricorso di Olindo e Rosa

Strage di Erba: accolto il ricorso di Olindo e Rosa

Toccherà alla prima sezione della Corte di Cassazione decidere sull'istanza dei difensori che chiedono venga annullata l'ordinanza con cui la Corte d'appello di Brescia ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa. In pratica i due imputati, già condannati anche in Appello, avranno diritto a effettuare nuovi accertamenti su tutta una serie di reperti ed elementi che nel corso dell'inchiesta non sono stati mai analizzati.

"I dubbi sono tanti: il capello; il mazzo di chiavi; l'accendino; la testimonianza del vigile del fuoco che sentiva dei lamenti della signora Cherubini, quando i Ris avevano detto che il taglio che aveva nella gola non le permetteva neanche di urlare; lo schizzo di sangue che c'è sulla tenda di casa sua; lo schizzo di sangue sulla porta d'ingresso di casa mia è sul retro e non sul davanti, cosa che porta a pensare che l'aggressore fosse dentro casa; la luce che era stata tolta alle 18; le contraddizioni dei verbali..." - così l'uomo in uno stralcio della intervista di cui sopra - "Basta leggere le carte e leggere il testamento che ha fatto Raffaella... una ragazza di 26 anni, che fa testamento a sua mamma che ne ha 50..." La Cassazione, invece, ha annullato con rinvio, per nuovo esame, l'ordinanza della corte di Brescia, che ora dovrà disporre l'incidente probatorio. "Io credo che non sia stata fatta bene l'indagine, che hanno trovato Rosa e Olindo, ed era comodo indagare solo in quella direzione".

"A questi - prosegue il legale - noi riteniamo di poter aggiungere ulteriori elementi di carattere scientifico e anche di carattere dichiarativo tramite i quali chiederemo la revisione del processo. Per fare ciò servono prove nuove, ecco perché abbiamo chiesto di esaminare alcuni reperti trovati sulla scena del crimine che non sono mai stati esaminati e altri reperti che furono esaminati ma con le vecchie tecniche dell'epoca" hanno spiegato gli avvocati.

Agenpress - La difesa Olindo Romano e Rosa Bazzi, coniugi condannati all'ergastolo per l'uccisione di Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubin, si erano visti bocciare la riapertura del caso sulla presentazione di nuovi elementi. Di chi sono quelle tracce? Cioè tracce che non sono riconducibili nè alle vittime, nè a Rosa e Olindo, nè ai soccorritori.

Intanto nel settembre 2014, a 73 anni, è morto Mario Frigerio, a causa di una malattia che non gli ha lasciato scampo.