Siria: attacco Usa centra deposito armi chimiche Isis, centinaia morti. Washington nega

Siria: attacco Usa centra deposito armi chimiche Isis, centinaia morti. Washington nega

Un raid, messo a segno dall'aviazione della coalizione a guida Usa, ha colpito un deposito di armi chimiche riconducibile allo Stato islamico. "Molte persone sono morte soffocate per l'inalazione di gas", si rivela. I dati sono facilmente accessibili online come open source, e dicono che in Siria gli americani hanno colpito solo la zona di Raqqa, la roccaforte del Califfato in Siria, distante centinaia di chilometri da Deir Ezzor.

Le relazioni tra Mosca e Whashington sono molto tese e l'attacco missilistico statunitense del 7 aprile contro il regime di Damasco, accusato della strage di civili con il gas, non le ha di certo migliorate. Anche queste informazioni, come riportato da tutti i media internazionali, non possono essere verificate in maniera indipendente.

Durante il processo, una zia del 21enne ha testimoniato che il nipote si è pentito di avere aderito all'Isis e non sopporta più di assistere agli orrori della guerra: la famiglia stessa starebbe aiutando il ragazzo a tornare in Europa, forse in Italia, forse in altri Paesi: su questo punto lavora la Digos, per capire se si tratti delle reali intenzioni del 21enne. Mentre le responsabilità vengono rimpallate, un funzionario dell'esercito americano ha dichiarato alla CNN che membri dell'intelligence hanno intercettato comunicazioni di militari siriani ed esperti circa la preparazione per l'attacco con armi chimiche compiuto.

L'incidente, secondo l'esercito siriano, dimostrerebbe che i miliziani del sedicente Stato Islamico e di al Qaida "hanno a disposizione armi chimiche".