Sgominata cellula jihadista, agiva tra Italia e Germania

Sgominata cellula jihadista, agiva tra Italia e Germania

Con l'arresto di queste ore si è chiusa una prima parte delle indagini antiterrorismo condotte dalla Digos della Questura di Brindisi - sotto la direzione della Procura della Repubblica presso la DDA di Lecce e della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Il gruppo di lavoro investigativo appositamente costituito nella DIGOS di Brindisi è riuscito quindi a individuare 11 componenti della "cellula salafita" di cui facevano parte i due: si trattava di un gruppo estremamente variegato formato da militanti tutti residenti in Germania, di età compresa fra i venti ed i trenta anni, con identici percorsi di radicalizzazione.

La rete di Anis Amri in Italia si allarga. Un imprevisto sciopero dei vettori marittimi greci, però, li ha costretti a soggiornare la notte del 4 dicembre presso una struttura alberghiera del capoluogo marchigiano, dove la polizia li ha sottoposti a un controllo.

Un cittadino congolese di 27 anni residente in Germania e' stato arrestato dalla Polizia di Brindisi al termine di una complessa operazione antiterrorismo. Nell'occasione è anche emersa una segnalazione delle autorità tedesche che descriveva Amri Soufiane come potenzialmente pericoloso e al quale doveva essere ritirato il passaporto. Ciò significa che erano stati addestrati scrupolosamente per portare a termine i piani terroristici elaborati dalla cellula salafita di Berlino. Il 19 gennaio 2017 tutti i membri del gruppo sono stati deferiti alla DDA di Lecce per il reato di "associazione con finalità di terrorismo internazionale".

I poliziotti della Digos di Brindisi hanno indagato e confermato la totale adesione all'ideologia del Califfato da parte di Nkanga Lutumba e, il 22enne marocchino Amri Soufiane, espulso dal territorio italiano. La moschea berlinese di Fussilet 33, dove gravitava l'intera cellula, è inoltre quella dove Anis Amri è stato individuato subito dopo l'attentato a Breitscheidplatz.