Segreteria Nazionale PD, i piddini monopolitani convergono su Emiliano

Segreteria Nazionale PD, i piddini monopolitani convergono su Emiliano

Tra colpi di scena, ripensamenti e cambi di casacca improvvisi, l'ex magistrato in pochi giorni da capo scissionista a fianco di Rossi e Speranza si è auto-candidato alla segreteria del PD e sarà il terzo candidato alla segreteria del Partito Democratico con Renzi e Orlando. "Si mettano in testa che supereremo questa soglia e poi ce la giocheremo", ha sottolineato il presidente pugliese a margine della presentazione del comitato nazionale a Roma. "Le risorse del Fondo sviluppo e coesione sono già pienamente disponibili e utilizzabili, da subito. Come evidenziato nella tabella 1 dedotta da una scheda del Servizio Studi della Camera dei Deputati, l'allocazione di quei 46,6 miliardi è la seguente: 3,4 miliardi nel 2017, 3,9 miliardi nel 2018, 4 miliardi nel 2019, 35,1 miliardi nel 2020 e anni seguenti", e "in termini di cassa le autorizzazioni di spesa sono pari a 2,6 miliardi per il 2017, a 3,5 miliardi per il 2018 e a 3,8 miliardi per il 2019".

"Spiace per i cittadini pugliesi che si ritrovano un Presidente incapace di utilizzare i fondi messi a disposizione dallo Stato e che quindi li danneggia". L'esiguità delle risorse materialmente a disposizione delle amministrazioni pubbliche rende impossibile la pubblicazione delle gare in tempi utili ad evitare la revoca dei finanziamenti. Nelle diverse province (siamo però a un quarto delle consultazioni già svolte) Genova vede Renzi a 65,55%, Orlando al 34,45% e zero per Emiliano, così come nel Tigullio, dove Renzi stacca con l 74,41% e Orlando è al 27,90%: ma va detto che i numeri dei singoli votanti sono per ora molto bassi. Più numeroso l'esercito renziano, che a Bari può contare su Antonio Decaro e sul segretario Marco Lacarra, a Foggia sull'europarlamentare Elena Gentile, nella Bat e a Taranto sui consiglieri Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia. Per quanto invece addebitato dal Ministro direttamente alla Regione Puglia, la richiesta della prima quota di anticipazione (nella misura del 10%) non risulta in alcun modo legata all'avanzamento dei progetti, essendo una facoltà che le Amministrazioni pubbliche sottoscrittrici possono riservarsi di utilizzare in qualsiasi momento. Oggi io faccio una campagna da presidente della mia Regione.