Sanità: via i ticket? Allo studio piano del ministro Lorenzin

Sanità: via i ticket? Allo studio piano del ministro Lorenzin

I ticket incidono per 3 miliardi di euro sui 113 del Fondo Sanitario Nazionale e, come ha già ipotizzato di recente la stessa Lorenzin, potrebbero essere aboliti agendo ad esempio sulla Spending review. Lo scrive il Corriere della Sera, spiegando che domani il ministro ne parlera' con i governatori delle Regioni che appoggerebbero senza riserve il suo piano purche' non si traduca in un aggravio della spesa a loro carico. Più fattibile forse quella di una "franchigia" in base al reddito, superata la quale le prestazioni eccedenti sarebbero a pagamento.

O ancora rivedere le soglie di esenzione (valore 8 miliardi di euro) spostandole verso le fasce più deboli, i poveri e gli anziani. Dai soldi risparmiati grazie a questa operazione arriverebbero le coperture necessarie per l'eliminazione dei ticket.

Abolire il ticket sanitario e trovare delle forme compensative adeguate per non creare un buco nei conti delle Regioni. "Si tratta della Provincia autonoma di Bolzano (+57,3%), quella di Trento (+12,4%), della Regione Molise (+9,7%), Marche (+3,7%) e Umbria (+0,8%)".

"Il Ministro - ha affermato - ha accolto questa indicazione inserendola tra i punti che dovranno essere esaminati dal gruppo di lavoro che dovra' elaborare una proposta in merito alla modulazione o abolizione del ticket". Il coordinatore degli assessori regionali alla sanità, il piemontese Antonio Saitta a tale proposito ha dichiarato: "Dobbiamo arrivare ad omogeneizzare il sistema su tutto il territorio nazionale". Un meccanismo introdotto alla fine degli anni 80 dal governo De Mita per assicurare la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria pubblica che in quegli anni stava esplodendo, ma che oggi, tornato il sistema in equilibrio economico, secondo il ministro sta diventando un ostacolo insormontabile per l'accesso alle cure delle categorie più deboli della popolazione. Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera al termine dell'incontro, questo pomeriggio, nella sede del Ministero della Salute, a Roma, con la titolare del Dicastero Beatrice Lorenzin.

Come per le malattie croniche, le prestazioni specialistiche vengono offerte anche a pazienti affetti da patologie rare, ovvero "patologie gravi, invalidanti e spesso prive di terapie specifiche, che presentano una bassa prevalenza, inferiore al limite stabilito a livello europeo di 5 casi su 10.000 abitanti".

Saranno chiamati a contribuire ai lavori anche tecnici qualificati esterni.