Russia, i giudici mettono al bando la congregazione: confiscati i beni

Russia, i giudici mettono al bando la congregazione: confiscati i beni

ITestimoni di Geova sono registrati come gruppo religioso in Russia dal 1991. Dura la sentenza che ne ha vietato ogni attività sul territorio russo e confiscato tutti i beni a favore dello Stato.

La storia del rapporto tra Russia e Testimoni di Geova è travagliata, e di fatto il divieto di attività religiosa è caduto solo nel 1991, anno del crollo dell'Urss.

La Corte suprema russa ha accolto una richiesta del ministero della Giustizia, che accusa l'organizzazione religiosa di "violare la legge per combattere l'estremismo", ma ha sfidato anche il parere degli esperti delle Nazioni Unite, che a inizio mese avevano definito l'iniziativa del governo russo "estremamente preoccupante", denunciando "una minaccia non solo ai Testimoni di Geova, ma alla libertà individuale in generale nella Federazione russa".

Rimangono alte le tensioni in Russia, questa volta per un'azione della Corte Suprema contro i Testimoni di Geova. Il loro rappresentante Serghej Cherepanov, citato dall'agenzia Interfax, ha preannunciato un appello presso la Corte europea dei diritti umani, che già nel 2010 aveva giudicato illegale un tentativo di messa al bando da parte della Russia: "Faremo tutto il possibile", ha spiegato Cherepanov. Iaroslav Sivoulski, un portavoce dei Testimoni di Geova russo, ha già annunciato che l'organizzazione è pronta ad impugnare il verdetto, manifestando una grande sorpresa per quanto sta avvenendo. Ma qualche settimana fa, come facilmente prevedibile, la loro istanza è stata respinta.