Riso, Coldiretti: decreto etichetta passo avanti fondamentale

Riso, Coldiretti: decreto etichetta passo avanti fondamentale

Gli agricoltori protestano da tempo non solo perché ormai un pacco di riso su 4 è straniero, ma anche perché il consumatore finora non ha potuto saperlo e non è riuscito a compiere scelte di acquisto consapevoli a causa della mancanza di un'etichettatura chiara ed efficace a difesa del Made in Italy. E' quanto emerge dal Dossier #SosRisoItaliano, elaborato della Coldiretti su dati Istat, dalla quale emerge che grandi quantità sono arrivate anche da India (34 milioni di chili), Pakistan (25 milioni di chili) e Cambogia (17 milioni di chili). E' l'allarme lanciato dalla Coldiretti del Veneto oggi a Roma al sit in davanti al Ministero per le Politiche Agricole e Alimentari, con una delegazione di risicoltori veronesi, rodigini e vicentini in rappresentanza di 120 aziende. Un regalo alle multinazionali del commercio che sfruttano il lavoro anche minorile e impiegano intensivamente prodotti chimici vietati in Europa con danni sulla salute e sull'ambiente.

Sotto accusa è l'introduzione da parte dell'Ue del sistema tariffario agevolato a dazio zero per i Paesi che operano in regime Eba (ovvero Tutto tranne le armi), con il riso lavorato importato in Europa senza essere sottoposto a dazi che è passato dal 35% del 2008/2009 al 68% del 2015/2016. "In accordo con il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda - ha detto Martina - è pronto il decreto per la sperimentazione dell'obbligo di indicazione di origine in etichetta e lo chiederemo a livello europeo pronti ad introdurre questo strumento in Italia". Un pericolo che riguarda anche i consumatori italiani ed europei con le importazioni extracomunitarie che hanno fatto scattare in Europa - secondo Coldiretti - ben undici allerte sanitarie da contaminazione per il riso e i prodotti a base di riso.

"Il riso made in Italy - conclude il presidente nazionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo - è una realtà da primato per qualità, tipicità e sostenibilità che va difesa con l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza, con il blocco delle importazioni da Paesi che non rispettano le stesse normative vigenti in Italia e con l'avvio di accordi di filiera e di formule assicurative sui ricavi a difesa del reddito".

ROMA - Gli agricoltori devono vendere 3 chili di risone (quello greggio, appena raccolto) per pagarsi un caffè per colpa di speculazioni e inganni che colpiscono le risaie nazionali e danneggiano i consumatori. "Siamo molto soddisfatti - ha commentato il presidente provinciale Coldiretti Alessandria Roberto Paravidino - l'esito della mobilitazione "SosRisoItaliano" è il risultato della forza delle idee che diventano progettualità concreta".

Sono previste iniziative eclatanti per denunciare pubblicamente i bassi prezzi pagati agli agricoltori ma anche le condizioni di sfruttamento del lavoro, l'inquinamento ambientale e i rischi per la salute dei prodotti importati low cost dall'Oriente. Martina ha annunciato anche la volontà di rinnovare la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia, alla luce dell'andamento dei prezzi del riso e dell'aumento delle importazioni a dazio zero.