Promessa sposa a 15 anni, tenta di uccidersi

Promessa sposa a 15 anni, tenta di uccidersi

La giovane, che per evitare il matrimonio combinato aveva tentato di uccidersi tagliandosi le vene dei polsi, si è confidata con una compagna di classe che l'ha convinta a rivolgersi alla polizia per denunciare quanto le stava accadendo.

Incoraggiata dall'amica, la quindicenne ha trovato il coraggio di telefonare al Servizio 114 Emergenza Infanzia.

Davanti al preside della sua scuola e agli agenti di polizia, Rashida ha raccontato che la cerimonia per il fidanzamento si sarebbe tenuta da lì a pochi giorni e che era già stato organizzato il viaggio in Egitto e il banchetto nuziale. Secondo il racconto della giovane la madre le avrebbe detto che non sarebbe più andata a scuola e che l'avrebbe mandata in Egitto dalla futura suocera in modo che non potesse più ribellarsi.

Si sarebbe allontana da Torino con gli altri tre figli, due bambine di tre e sei anni e un ragazzino di 12, la mamma della quindicenne torinese di origini egiziane che era stata promessa in sposa ad uno sconosciuto venticinquenne.

I poliziotti hanno lavorato insieme al tribunale dei minori e l'ufficio minori del Comune per far sì che la ragazza fosse trasferita immediatamente in una comunità, dove ora vive felice e serena. La ragazzina, dopo aver tentato il suicidio, non era stata portata in ospedale ma era stata medicata a casa.

"Era come un pulcino disperato, alla ricerca di aiuto nell'affrontare questa cosa più grande di lei". La denuncia è arrivata alla polizia, che si è tempestivamente attivata con gli esperti del settore. Alice Rolando, la poliziotta che dirige il commissariato, ha deciso poi di approcciarsi alla giovane proprio a scuola, l'unico posto dove la ragazzina si sentiva al sicuro.