Papa Francesco: "Campi profughi sono come quelli di concentramento"

Papa Francesco:

"E i popoli generosi che li accolgono devono portare avanti anche questo peso, perché gli accordi internazionali sembra che siano più importanti dei diritti umani".

"I martiri - ha detto Riccardi. ricordano che i cristiani non sono vincenti per potere, armi, denaro, consenso".

"Pensiamo alla crudeltà che oggi si accanisce su tanta gente, allo sfruttamento della gente che arriva con i barconi e poi restano lì nei paesi generosi, l'Italia e la Grecia accolgono ma poi i trattati internazionali non lasciano che ripartano", ha esortato il papa, che ha poi concluso: "se in Italia si accogliessero due migranti per ogni municipio ci sarebbe posto per tutti".

E le testimonianze del martirio si rivivono ascoltando la testimonianza di una figlio del martirio nazista, il figlio di Paul Schneider, pastore della Chiesa Riformata, ucciso nel campo di Buchenwald il 18 luglio 1939.

Papa Francesco:
Papa Francesco: "Campi profughi sono come quelli di concentramento"

Poi le preghiere per tutti i martiri, una lunga litania di nomi e drammi della umanità. La Basilica dei nuovi martiri ha al suo interno le icone dei martiri, santi uccisi perché cristiani, ma Papa Francesco ha voluto aggiungere una nuova icona, un'icona di una donna della quale non conosceva il nome ma che è diventata un nuovo simbolo di santità e anche di ecumenismo: "Io vorrei oggi aggiungere un'icona di più in questa chiesa, una donna, non so il nome ma lei ci guarda dal cielo".

Ha quindi auspicato che "questa generosità dalla Sicilia, da Lesbo, possa contagiare un pò in alto". E l'origine dell'odio è questa: "poiché noi siamo salvati da Gesù, e il principe del mondo questo non lo vuole, egli ci odia e suscita la persecuzione, che dai tempi di Gesù e della Chiesa nascente continua fino ai nostri giorni". Mia moglie era cristiana.

Il pensiero del Papa va a tutti i perseguitati di oggi e oggi la Chiesa ha bisogno "di martiri, di testimoni, cioè dei santi di tutti i giorni, quelli della vita ordinaria, portata avanti con coerenza; ma anche di coloro che hanno il coraggio di accettare la grazia di essere testimoni fino alla fine, fino alla morte". Nel nostro Paese sono venuti i terroristi, ci hanno guardato e ci hanno chiesto la religione e hanno visto lei con il crocifisso, e le hanno chiesto di buttarlo per terra. Un luogo della memoria che custodisce nelle sei cappelle laterali croci e memorie cristiane dedicate ai diversi contesti storici e geografici in cui i testimoni della fede hanno vissuto: dalla Bibbia appartenuta a Floribert Bwana-Chui, giovane della Comunità di Sant'Egidio di Goma (Congo), torturato e ucciso nella notte tra l'8 e il 9 giugno 2007 per non essersi piegato a tentativi di corruzione, al calice, patena, stola di don Andrea Santoro, prete romano missionario in Turchia, ucciso mentre pregava nella sua parrocchia di Trebisonda, il pomeriggio di domenica 5 febbraio 2006.

"Questa - dice Bergoglio - è l'icona che porto oggi come regalo qui. Questo si chiama suicidio". Non so se quell'uomo è ancora a Lesbo o è riuscito ad andare altrove. "Si rifugiava nell'amore della moglie aggraziata dal martirio".