Nuovi sbarchi in Sicilia: fermati sette scafisti

Nuovi sbarchi in Sicilia: fermati sette scafisti

Almeno una ventina di migranti che cercavano di raggiungere l'Europa sono morti annegati nel Mediterraneo al largo delle coste della Libia; i corpi sono stati recuperati dalle navi delle ong Moas e Watch The Med; dalla serata di sabato Phoeniz, la nave di Moas è circondata da 7 gommoni e 2 barche di legno in difficoltà carichi di persone.

Il Comando delle Capitanerie di porto ha coordinato 33 operazioni di soccorso nei confronti di imbarcazioni in difficoltà nel Canale di Sicilia: circa 4.500 le persone salvate. Sette sono state recuperate senza vita, mentre un altro cadavere, che si trovava su un differente gommone, è stato preso a bordo dalla nave di un'altra ong, Sea Eye.

Nuova tragedia nel Canale di Sicilia. Tra loro anche numerosi minori non accompagnati. "Non dimenticherò mai questo giorno", ha scritto su twitter Chris Catrambone, proprietario della nave Phoenix. Per la prima volta cominciamo a vedere anche i segni delle guerre: "feriti da arma da fuoco e segni di maltrattamenti e torture".

Sono arrivate in mattinata a Porto Empedocle (Agrigento), a bordo della nave della Marina Militare "Chimera", 451 persone soccorse in varie operazioni di salvataggio in Nord Africa. Ad attenderli personale della Prefettura, dell'Asp, del 118, delle Forze dell'ordine e dei associazioni di volontariato. Si sommano agli 851 trasportati a Lampedusa nelle ultime ore.

Ieri, intanto, il responsabile del soccorso e della ricerca in mare di Medici senza frontiere, Michele Trainiti, dopo che i volontari hanno visitato i 649 migranti arrivati a Reggio Calabria, ha detto: "Molti di loro presentavano segni di tortura e delle sofferenze subite in Libia o durante il tragitto".