Mise, per artisti nessun tetto a contratti

Mise, per artisti nessun tetto a contratti

Alla lettera del ministero è allegato anche il parere dell'Avvocatura dello Stato, già noto a viale Mazzini, che concorda con la posizione assunta in molte dichiarazioni ufficiali dai vertici della Rai: la sostanziale inapplicabilità del tetto ai conduttori dei programmi.

Grazie al parere dell'Avvocatura di Stato e alla lettera scritta dal sottosegretario al Mise, Antonello Giacomelli, gli stipendi degli artisti che lavorano in Rai sono salvi.

"Caro Roberto - scrive Vespa - forse può esserti utile sapere che dal 2001 i miei contratti sono prestazioni artistiche con contributi Enpals".

"Apprendiamo oggi che il Ministero dello Sviluppo Economico avrebbe aperto spiragli per concedere deroghe alla norma che fissa un tetto ai compensi in Rai - spiega il presidente Carlo Rienzi - Se vero, si tratterebbe di una decisione gravissima, che giunge dopo la decisione del CdA Rai dello scorso 13 aprile di confermare l'applicazione del tetto massimo ai cachet".

Risolto il problema dell'applicazione del tetto, pero', Giacomelli ha voluto ribadire a Monica Maggioni e ad Antonio Campo Dall'Orto "che questo non esonera gli organi di Rai dal dovere, richiamato anche dalle norme della legge 220/2015, di individuare, in un organico piano, criteri e parametri per la corretta e chiara individuazione dei 'contratti con prestazioni di natura artistica', dei meccanismi di determinazione della loro retribuzione e del loro valore in relazione agli obiettivi del piano editoriale".

"Appare quindi necessaria, considerato anche il tempo trascorso - prosegue la lettera - la sollecita definizione ed approvazione di organici criteri indispensabili sia per indirizzare i processi di gestione in un contesto strategico che per rispondere alla diffusa esigenza di render chiaro il senso ed il valore delle singole scelte". La temuta - da alcuni, non da tutti - fuga dei volti più noti verso altri lidi televisivi (Mediaset, Sky, Discovery) sembra dunque scongiurata. Nessuno. Infatti le vie percorse sono altre.