Milan, Marina Berlusconi: "Closing una sconfitta per tutti"

Milan, Marina Berlusconi:

"Basta demagogia e ipocrisia: credo che mai come oggi bisognerebbe tornare a dare valore alla politica che ha molto, anzi moltissimo, da farsi perdonare". Insomma, una cessione quasi indolore per le casse di Fininvest che recupera quel famoso miliardo di euro che Berlusconi ha speso in questi 31 anni di presidenza. A suo avviso il successo di Marine Le Pen e' "la comprensibile risposta a una crisi economica devastante e alle insicurezze profonde create dal una globalizzazione non gestita" ma in caso di elezione all'Eliseo rischia di "essere il colpo di grazia per un'Europa gia' estremamente fragile".

"La vendita del Milan non ha rappresentato alcuna vittoria, bensì è stata una sconfitta per tutti", ha affermato Marina Berlusconi, attualmente Presidente del gruppo Fininvest e della Mondadori Editore.

Marina Berlusconi è sempre stata ritenuta la persona che in famiglia volesse più di tutti liberarsi del Milan, ormai fonte solamente di ingenti perdite e non più funzionale alla strategia della holding di via Paleocapa.

"I francesi possono dire quello che vogliono, quello che conta sono i fatti". "Se togliessimo la figura di Silvio Berlusconi dagli ultimi trent'anni di storia, parlo del politico e dell'imprenditore, avremmo un'Italia incommensurabilmente meno libera", conclude. A mio parere questa è la sua più grande rivoluzione. In particolare c'è una battaglia con Vivendi per Mediaset.

In Mondadori "cresciamo per il terzo anno consecutivo e le previsioni per quest'anno sono ancora migliori". Perché, spiega Marina, "lo stato di salute della cultura di un Paese dipende in larga parte da quello della sua industria culturale, dalla sua qualità, solidità, competitività".

Non è detto che non ce ne sia un'altra, ovvio. "Rappresenta anche la reazione, altrettanto comprensibile, agli errori di chi ha governato prima o al cattivo funzionamento delle istituzioni".