Marina Berlusconi: Vivendi rispetti impegni e ci risarcisca

Marina Berlusconi: Vivendi rispetti impegni e ci risarcisca

Marina Berlusconi è sempre stata ritenuta la persona che in famiglia volesse più di tutti liberarsi del Milan, ormai fonte solamente di ingenti perdite e non più funzionale alla strategia della holding di via Paleocapa. "Il libro ha un valore speciale".

"Rispetto Marine Le Pen e comprendo le motivazioni, molto concrete e non più eludibili, di chi la vota, ma penso che una sua elezione, e lo dico anche da imprenditore, rischierebbe di essere il colpo di grazia per un'Europa già estremamente fragile". Il suo e' "un ragionamento che non riguarda qualcuno in particolare", ma "riguarda un modo di pensare: quello che ha trovato la formula magica nell'antipolitica, a costo di chiudere gli occhi di fronte a tutta la demagogia e l'ipocrisia di cui l'antipolitica si nutre. Rappresenta anche la reazione, altrettanto comprensibile, agli errori di chi ha governato prima o al cattivo funzionamento delle istituzioni".

Se guardiamo al nostro gruppo, l'impatto positivo della vendita sui conti, tra l'incasso e gli esborsi annui che non dovremo più sostenere, è davvero rilevante. Mi pare insomma rappresentino un antidoto formidabile contro l'integralismo, l'intolleranza, il non voler vedere che non ci sono scorciatoie davanti a problemi complessi.

Le parole di Paolo - Le parole di Marina arrivano qualche giorno dopo quelle dello zio, Paolo Berlusconi, fratello di Silvio: "Per mio fratello è stato un atroce dolore perché il Milan è sempre stato un affare di cuore non di soldi". Se togliessimo la figura di Silvio Berlusconi dagli ultimi trent'anni di storia, parlo del politico e dell'imprenditore, avremmo un'Italia incommensurabilmente meno libera. Ma se invece si intende una generica voglia di essere anti tutto, allora mio padre è l'esatto contrario.