Mafia: Borsellino quater, giudici giovedi' in camera di consiglio

Mafia: Borsellino quater, giudici giovedi' in camera di consiglio

Amedeo Bertone, nell'ambito del processo sulla morte di Paolo Borsellino e su quella degli uomini della sua scorta, ha voluto respingere al mittente una serie di accuse mosse nel corso delle varie udienze al cospetto della Corte d'Assise di Caltanissetta. Per Scarantino la Procura ha chiesto la pena a 8 anni e sei mesi di carcere, mentre per Francesco Andriotta e Calogero Pulci 14 anni di reclusione ciascuno.

Stesso reato contestato a Scarantino al quale, però, stasera i giudici della corte hanno riconosciuto la circostanza attenuante di essere stato indotto a fare le false accuse: la concessione dell'attenuante ha comportato la prescrizione del reato. I falsi pentiti sarebbero autori del clamoroso depistaggio che ha portato alla condanna, in un altro processo, di sette innocenti. La Corte d'assise di Caltanissetta è entrata poco fa in Camera di consiglio. Prescritto, invece, Vincenzo Scarantino. Lo ha detto il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone commentando la sentenza del processo Borsellino quater. "Analizzando la richiesta di archiviazione sul depistaggio - ha detto - prendo atto che per la Procura non ci sono estremi di reato".

Le accuse dei falsi collaboratori di giustizia Pulci e Andriotta sono state fondamentali per le loro condanne: da qui la contestazione della calunnia. "Sono stato massacrato come un cane, mi hanno fatto sputare sangue".

La sentenza "è un successo ma ciò non toglie che non tutte le tessere mancanti sono state rinvenute - dice Sergio Lari - non sappiamo chi ha imbottito di esplosivo l'autovettura o chi era l'uomo del garage, l'artificere, così come è rimasto un mistero l'agenda rossa". Murana era parte civile al processo. L'esito di questo processo ha un risvolto positivo non solo per l'ufficio, ma anche per i familiari delle vittime che, per la quarta volta, hanno affrontato il loro calvario.