La svolta muscolare di Trump che ribalta la politica Usa

La svolta muscolare di Trump che ribalta la politica Usa

Non è un caso se, in attesa di conoscere se e in che modo le promesse dei due leader diventeranno realtà, tutti i mercati finanziari mondiali si sono fermati. Sul tavolo della due giorni del presidente cinese negli States le questioni riguardanti sia le relazioni bilaterali tra i due Paesi, ma anche problematiche internazionali come il nucleare nordcoreano, il Medio Oriente e l'economia. Poco prima l'ambasciatrice Usa all'Onu, Nikki Haley, aveva avvertito che Washington "continuerà a mettere pressione" alla Cina perché agisca sulla Corea del Nord. Il problema, per Pechino, è la costituzione di un blocco unito nella penisola coreana allineato agli Stati Uniti, uno scenario molto più pericoloso di quello attuale. Certo, c'è quello spiacevole bombardamento missilistico, che ha sicuramente imbarazzato Xi.

Il presidente Usa Donald Trump ha accettato "con piacere" l'invito fatto a Mar-a-Lago dalla controparte Xi Jinping a recarsi in Cina nel 2017: il tycoon, riferisce l'agenzia Nuova Cina citando funzionari di Pechino, ha espresso l'auspicio di "poter fare il viaggio alla prima data possibile". Questo è stato ribadito anche dal portavoce del ministro degli Esteri, che ha chiarito che le parti coinvolte dovrebbero controllarsi. Insomma, la Cina non appoggerà mai l'unilateralismo che sembra tornare in voga a Washington. Una posizione che è subito parsa in netto contrasto con la stridente anti-Cina retorica della campagna elettorale 2016 di Trump.

Chris Smith, co-presidente della commissione, ha commentato: "Noi dimentichiamo con facilità che dietro I deficit commerciali e le preoccupazioni sulla sicurezza, persone reali pagano un prezzo altissimo per essersi levati a favore della libertà". E' quanto hanno stabilito Stati Uniti e Cina, secondo quanto riferito dal segretario al Commercio Wilbur Ross. Ogni 17 minuti atterra o decolla un volo che collega Stati Uniti e Cina; della serie: i due partner non riescono proprio a non frequentarsi.

A Mar-a-Lago, in Florida, il presidente USA, Donald Trump, ospiterà per due giorni il collega cinese Xi Jinping nel suo golf resort privato. È peraltro importante evidenziare che la Cina gioca un ruolo sempre più pro-attivo anche nei paesi Eurasiatici: il programma One Belt One Road (oltre 100 miliardi di investimenti per tramite di Asian Infrastructure Investment Bank) rappresenta una formidabile macchina di creazione di consenso che arriva fino alle porte del nostro Paese; ammiccando peraltro ad un'Europa (ed ai suoi Paesi) che si sente sempre più dubbiosa rispetto all'affidabilità del suo partner storico e che potrebbe essere tentata a guardare all'ex impero di mezzo con una prospettiva diversa ed il cui razionale può essere così riassunto: attrazione di investimenti cinesi (al fine di sostenere la debole crescita delle economie del vecchio continente) e concessione di know how in cambio di un più agevole accesso (soprattutto per quei settori ad oggi protetti dal governo di Pechino) al formidabile mercato (di consumi ma anche di automazione industriale e tecnologia) cinese. Ma non è da escludere che se ne parli. Qualche settimana fa aveva destato particolare scalpore negli ambienti cinesi la chiamata di Trump al leader taiwanese Tsai Ing-wen; un atto interpretato come l'implicita legittimazione da parte di un leader straniero nei confronti di un territorio (Taiwan) che ama definirsi sovrano ma che Pechino ritiene parte integrante del proprio interesse nazionale.