La Camera approva il contributo su vitalizi, M5S protesta in aula

L'ufficio di presidenza della Camera ha dato il via libera al contributo di solidarietà per tre anni a partire dal primo maggio a carico degli ex deputati titolari di vitalizio.

"Una misura di equità e di rigore -spiega Sereni- che incide sui trattamenti più alti dei deputati che percepiscono il vitalizio secondo il vecchio sistema". Questo perché la seduta è stata sospesa proprio durante la fase del question time in diretta TV: i deputati del M5S hanno esposto i cartelli sotto il proprio banco con l'hashtag #sitengonoilprivilegio. In totale fanno 2,5 milioni di euro l'anno risparmiati in quel di Montecitorio.

La proposta del Pd sul contributo di solidarietà è stata approvata praticamente all'unanimità dei componenti dell'ufficio di presidenza: all'appello mancavano solo i 5 Stelle, che hanno lasciato la riunione dopo che la loro proposta era stata invece bocciata. "Questo li ha mandati in bestia e dimostra che non hanno a cuore l'affrontare i problemi ma utilizzarli per alzare lo scontro politico con atteggiamenti di violenza verbale e anche fisica nei confronti del personale della Camera".

Dopo la bagarre alla Camera e la conseguente irruzione nella sede dell'Ufficio di Presidenza, Il M5S ha continuato la protesta con una manifestazione in Piazza Montecitorio, con Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio in testa. C'è stato un po' di parapiglia, perché i commessi hanno impedito ai cinquestelle di entrare nell'anticamera della presidenza e anche ai giornalisti è stato chiesto di mettersi da parte. Hanno, insomma, fatto un bel po' di rumore, beccandosi pure le critiche dei dem per averlo fatto mentre da Londra arrivavano le notizie dell'ultimo attentato e - forse - dei provvedimenti disciplinari che verrano decisi la prossima settimana. Gli fa eco Marina Sereni, firmataria della proposta approvata: "Anzichè la propaganda a noi stanno a cuore i dati concreti".

Il provvedimento non intacca, dunque, l'entità degli assegni degli ex deputati, visto che la stessa Corte costituzionale si è già opposta in passato a una riforma in tal senso, parlando apertamente di "diritto acquisito" da parte dei parlamentari che furono, fotografando così una sorta di beneficio inalienabile. La proposta ha ottenuto i voti favorevoli della Lega Nord e di Fratelli di Italia, ma non è passata per la contrarietà di Pd, di Forza Italia, Ap e tutti gli altri. Pensioni che sono calcolate col metodo contributivo (e non più retributivo), quindi il loro importo è determinato dai contributi versati negli anni di mandato di ogni deputato o senatore.