Incontro fra Trump e Xi è una grande incognita

Incontro fra Trump e Xi è una grande incognita

Per Trump non c'è discussione: va tagliato. La proposta ha suscitato malcontento nel settore turistico in quando si tratta di violare la privacy del singolo individuo. Ma nel consueto briefing con la stampa straniera del giovedì, il ministero degli Esteri di Pechino ci ha tenuto a ribadire che la Cina non interferisce nelle questioni interne di altri Paesi e che Assad è stato eletto dal popolo siriano, di cui bisogna rispettare le scelte.

I diritti costituzionali americani non devono sparire ai confini del Paese, richiedendo un mandato per l'ispezione la legge assicura che gli agenti al confine si concentrino sui criminali e possibili terroristi invece di sprecare tempo.
Come è stato ampiamente detto, Trump ha bisogno di strappare una vittoria su Pechino da dare in pasto all'opinione pubblica (e ai mercati) dopo la debacle dell'Obamacare. Sul tavolo della due giorni del presidente cinese negli States le questioni riguardanti sia le relazioni bilaterali tra i due Paesi, ma anche problematiche internazionali come il nucleare nordcoreano, il Medio Oriente e l'economia. Xi si trova in Florida, per il primo summit bilaterale con Trump, a Mar-a-Lago, che terminera' oggi. Ma anche dalla minaccia costituita dalla Corea del Nord, che il presidente americano sembra intenzionato a stroncare a qualunque costo: anche quello di entrare in rotta di collisione con Pechino.

Tra la cena di benvenuto di giovedì e gli incontri di ieri, i leader della prima e della seconda economia del Pianeta si sono ritrovati faccia a faccia per circa sette ore, per un primo storico incontro che è servito essenzialmente a rompere il ghiaccio tra il segretario del Partito comunista cinese (circa 180 milioni di iscritti, se si considera anche la Lega giovanile comunista) e l'outsider che ha conquistato la Casa Bianca contro il suo stesso Partito repubblicano.

È anche vero che vi sono stati segnali distensivi: una telefonata fra i due leader, la riaffermazione del principio dell'unica Cina, le dichiarazioni di Rex Tillerson, segretario di Stato Usa sul desiderio di un rapporto "senza conflitti, senza contrasti, nel mutuo rispetto, e di mutua cooperazione in cui entrambi vincono (win-win)".

In questi giorni gli analisti stanno suggerendo che la Cina potrebbe investire una parte dei fondi del progetto "One belt, one road" [una cintura, una via: il rilancio di una nuova Via della Seta - ndr] in infrastrutture negli Usa. Il principale impegno che Washington ha preso con Seoul è la sicurezza.

Secondo fonti diplomatiche cinesi, Xi potrebbe fare concessioni in materia di commercio e tariffe a Trump, in cambio però potrebbe chiedere agli Usa di rinunciare al loro accordo militare con Taiwan: Trump aveva detto che gli Stati Uniti avrebbero continuato a vendere armi a Taiwan, armi "migliori", aveva sottolineato. I temi che le due superpotenze dovranno approfondire sono diversi e tutti molto delicati. "Il presidente intende dimostrare di avere il coraggio che Obama non ha avuto". Se Trump dovesse mantenere fede alla parola data, ovvero introdurre nuovi e pesanti dazi per i prodotti provenienti dalla Cina, per quest'ultima almeno nell'immediato sarebbe un non facile colpo da assorbire e digerire.