Harry: "In terapia dopo la morte di mamma Diana"

Harry:

Aveva 12 anni nel 1997, quando Lady Diana è morta in un incidente stradale a Parigi assieme a Dodi Al-Fayed.

Parlando con Bryony Gordon, la conduttrice di un podcast dedicato alla malattia mentale affiliato al quotidiano britannico The Telegraph, Harry, 32 anni, ha confessato di aver frequentato uno psicoterapeuta e di essere stato vicino a un esaurimento nervoso negli ultimi anni per il fatto di aver rifiutato di affrontare per anni il trauma della morte di Diana. Harry, in particolare, ha rivelato come per anni avesse messo sotto chiave le emozioni, fin quando ha capito di dover chiedere aiuto per sconfiggere la depressione. "Sono stati vent'anni di pensiero cancellati e due di caos totale". Il principe si è autodefinito "un problema" per buona parte del periodo dai 20 ai 30 anni e ha aggiunto che oltre alla terapia ha avuto un grande aiuto dalla boxe. Il punto è che non si riusciva a rendere conto di cosa fosse sbagliato e continuava a perdersi.

E lo stigma in questione è la malattia mentale: una causa a cui Harry, ma anche suo fratello e la cognata, il duca e la duchessa di Cambridge, hanno posto in cima ai propri interessi.

Educato come tutti i Windsor a tenere sotto controllo i sentimenti, Harry ha detto di aver "trascorso la gran parte della vita" a convincersi di stare bene. Ero un tipico venti-venticinque-ventottenne che andava in giro dicendo "la vita è stupenda" o "va tutto bene" ed era così.

Affrontare il dolore, imparare ad accettarlo.

Parlare con qualcuno ha aiutato davvero il figlio secondogenito di Carlo e Diana che per lungo tempo si è rivolto ad uno psicologo. Oggi Harry, insieme ai duchi di Cambridge, sostiene le associazioni che si occupano di malattia mentale attraverso la campagna Heads Together, che sostiene la maratona di Londra 2017; e sarà, insieme a William e Kate, sul filo di lana, al termine della gara, sul Mall, a consegnare le medaglie.