Giornata della terra, Coldiretti: "Serve una direttiva per proteggere il suolo"

Giornata della terra, Coldiretti:

Ogni giorno, solo, in Europa vengono degradati 500 ettari di terra fertile.

Coldiretti Bergamo si unisce alle 500 associazioni a livello europeo che partecipano all'iniziativa "Salva il suolo" indetta in occasione della Giornata Mondiale della Terra di domani, 22 aprile.

Una task force internazionale formata da 500 associazioni ha lanciato un appello al presidente della Commissione europea Claude Juncker chiedendo di fermare il degrado di suolo a livello globale entro il 2030, con politiche comunitarie importanti, con norme vincolanti per gli Stati Membri, che riconoscano al suolo lo status di "bene comune" proprio come l'aria e l'acqua. A questo si aggiungono altre minacce: 3 milioni di siti contaminati, 10 milioni di ettari gravemente danneggiati dall'erosione e 14 milioni a rischio desertificazione. Almeno sul fronte del consumo di suolo, Gentiloni ci stupisca visto che è ferma al Senato, ormai quasi da un anno, la legge sul contenimento del consumo di suolo approvata alla Camera a maggio 2016. Una battaglia difficile, infatti bisognerà raccogliere un milione di firme in tutta Europa entro il 12 settembre, di cui 54mila in Italia. Una politica attiva a difesa del suolo è anche una politica di sicurezza e sviluppo economico, oltre che di mitigazione e adattamento climatico. Sono alcune delle storie contenute nell'ultimo dossier Suolo minacciato, ancora cemento oltre la crisi redatto da Legambiente, che raccoglie una ventina di casi per descrivere il fenomeno del consumo di suolo in Italia, in vista della Giornata Mondiale della Terra. Negli ultimi due anni si è rilevato un rallentamento che, ove confermato dalle ulteriori e future rilevazioni, appare del tutto ascrivibile alle particolari condizioni di crisi congiunturale del settore delle costruzioni: è troppo presto per affermare che il dato riscontrato nel biennio 2014-2015 (35 ettari/giorno) corrisponda a un cambiamento strutturale. Per l' Abruzzo c'è il caso negativo di Megalò, uno dei più grandi centri commerciali d'Italia sorto sulla naturale cassa d'espansione del fiume Pescara.

In Lombardia sono la Pedemontana, l'autostrada Vigevano-Malpensa, quella da Broni a Mortara e da Cremona a Mantova; in Calabria il progetto dell'isola ecologica Battaglina; in Emilia Romagna la Tirreno Brennero. La variante urbanistica si è concentrata sulla parte di territorio comunale, in sponda destra del Torrente Sangone, affluente del Po, che presenta ancora ampie zone libere e coltivate, costellata da cascine anche di origine storica ed in cui si irradia un'articolata rete di canali irrigui.

Anche l'Italia non è estranea a questa problematica: il nostro Paese deve migliorare sul consumo di suolo perché, se è vero che si posiziona settima all'interno del ranking stilato dal Food Sustainability Index per quanto riguarda l'agricoltura sostenibile, è altrettanto vero che nei tre grandi indicatori in cui quest'area viene suddivisa -consumo delle risorse idriche, sfruttamento del suolo e emissioni di gas serra- è proprio nello sfruttamento del suolo che il nostro Paese registra i risultati peggiori scendendo alla 10°posizione (con un punteggio di 48.72 su 100) battuta da Australia, Canada e Giappone in vetta alla graduatoria.

Come ricorda Legambiente, l'Abruzzo ha il triste record di suoli costieri trasformati, ossia passati da un paesaggio naturalr e agricolo a infrastrutture e edifici residenziali.