Galliani, clamoroso dietrofront Berlusconi: nuova svolta nel futuro dell’ad del Milan

Galliani, clamoroso dietrofront Berlusconi: nuova svolta nel futuro dell’ad del Milan

C'è la stretta necessità di far fronte a una crisi senza sbocchi, con il commissariamento in arrivo, le accuse del ministro dello Sport, Lotti, e lo sconcerto del numero uno dei Coni, Malagò, nonché l'imbarazzo del presidente federale Tavecchio. Dopo cinque assemblee a vuoto, nel tentativo di trovare un accordo fra i club di Serie A, e la spaccatura delle Big (Juve, Milan, Inter, Roma, Napoli e Fiorentina), l'appuntamento è fissato per il 13 aprile.

Adriano Galliani non prenderà alcuna decisione sul proprio futuro fino al closing, previsto il 14 aprile, con cui il Milan verrà ceduto al cinese Li Yonghong. Silvio Berlusconi lascerà (anche se sta spingendo per avere ancora un ruolo di influenza) e con lui anche l'amministratore delegato Adriano Galliani dovrebbe uscire dall'organigramma societario. La data del closing è molto vicina a quella dell'elezione del nuovo presidente di Lega, e quindi Galliani, che ha firmato un contratto con Fininvest dal 2013 (anno della divisione dei ruoli con Barbara) sino al 2019, rimarrà comunque con un ruolo di super consulente.

Il nome di Galliani candidato presidente era già trapelato nei mesi scorsi, ma l'ad rossonero aveva precisato che la candidatura non era affatto nei suoi piani. Per il dirigente rossonero, potrebbero così tornare ad aprirsi le porte della Lega Calcio.

Ma se dovesse accettare la candidatura quali sarebbero le conseguenze nel Milan?