Gabriele Del Grande, ritardi nel rimpatrio

Gabriele Del Grande, ritardi nel rimpatrio

In merito al fermo di Del Grande, Noury ha poi aggiunto: "Gabriele non ha compiuto nessun reato e se il motivo della detenzione è davvero la mancanza del permesso stampa, non è giustificabile un fermo così lungo". E' questo il messaggio che viene lanciato a gran voce in queste ore per chiedere la scarcerazione immediata di Gabriele Del Grande, giornalista, documentarista e blogger, fermato e tenuto in stato di fermo in Turchia dal 9 aprile scorso. "Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta". Ha raccontato di essere circondato da quattro poliziotti. Nel 2014, insieme ad Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry, ha realizzato il documentario "Io sto con la sposa" che racconta la vera storia di cinque profughi palestinesi e siriani, sbarcati a Lampedusa, che per arrivare in Svezia mettono in scena un finto matrimonio.

Come giornalista ha collaborato con L'Unità, Redattore Sociale, Peace Reporter. Il ministero degli Esteri, in stretto raccordo con l'Ambasciata d'Italia ad Ankara e il Consolato a Smirne, fa sapere il un comunicato che continua a seguire il caso con la massima attenzione, al fine di favorire una rapida soluzione della vicenda. Lo assicura la Farnesina in una nota precisando che è stato fermato "perché si trovava in una zona del Paese in cui non è consentito l'accesso". E' riuscito a chiamare in Italia dal telefono del Centro dove è detenuto.

Per Amnesty international "Del Grande è vittima dell'autoritarismo turco, un sistema di purghe e caccia alle streghe su tutta la società che ha portato all'arresto di magistrati, avvocati, insegnanti, giornalisti, universitari". L'uomo che vive in Lucchesia dice che dopo l'sms, domenica scorsa, inviato da Gabriele alla moglie per dire che era stato fermato, di suo figlio non ha saputo più niente.

Tuttavia, considerato lo svolgimento del referendum sulla riforma della Costituzione in Turchia, il rimpatrio potrebbe aver preso del tempo. "Le istituzioni rassicurano che sta bene", è quanto scrive il deputato Pd Federico Gelli.