G8 Genova. Il Governo risarcisce 6 cittadini con 45 mila euro

G8 Genova. Il Governo risarcisce 6 cittadini con 45 mila euro

La "risoluzione amichevole", informa la Corte prendendo atto dell'accordo, prevede il versamento a ciascuno di 45mila euro per i danni morali e materiali e per le spese processuali. Il governo italiano ha riconosciuto, di fronte alla Corte Europea dei diritti umani, le proprie responsabilità nei confronti di sei delle persone che subirono maltrattamenti e torture nella caserma del reparto mobile della polizia.

Le persone fermate e arrestate durante i giorni della manifestazione furono in gran parte condotte nella caserma di Genova Bolzaneto, che era stata approntata come centro per l'identificazione dei fermati: in quei giorni transitarono per la caserma 240 persone, di cui 184 in stato di arresto. I sei ricorrenti che saranno risarciti sono Mauro Alfarano, Alessandra Battista, Marco Bistacchia, Anna De Florio, Gabriella Cinzia Grippaudo e Manuela Tangari. Nei loro ricorsi si sostiene che lo Stato italiano ha violato il loro diritto a non essere sottoposti a maltrattamenti e tortura e si denuncia l'inefficacia dell'inchiesta penale sui fatti di Bolzaneto.

Il processo di appello per i fatti di Bolzaneto, nel giugno 2013, aveva stabilito sette condanne e quattro assoluzioni. L'Italia si èimpegnata, inoltre, "a predisporre corsi di formazione specificisul rispetto dei diritti umani per gli appartenenti alle forzedell'ordine". La quinta sezione penale della corte aveva assolto Oronzo Doria, all'epoca colonnello del corpo degli agenti di custodia, e gli agenti Franco, Trascio e Talu. L'Italia è stata anche condannata per non essersi dotata di una legislazione adeguata per punire il reato di tortura. La pene erano però quasi integralmente coperte da indulto. "Da questa indagine emerge con chiarezza che dobbiamo continuare a lavorare con tutte le nostre forze per portare all'attenzione delle istituzioni, dell'opinione pubblica e dei media il tema della tortura, far crescere la consapevolezza su quello che avviene nel nostro paese e fuori dai nostri confini, dare voce a chi non ce l'ha", dichiara in una nota Riccardo Noury portavoce Amnesty International Italia.

Svolta nel caso del G8 di Genova del 2001.