G8, Bolzaneto pagina buia di vessazioni e abusi

G8, Bolzaneto pagina buia di vessazioni e abusi

Alle sei vittime che hanno accettato l'accordo - Mauro Alfarano, Alessandra Battista, Marco Bistacchia, Anna De Florio, Gabriella Cinzia Grippaudo e Manuela Tangari - l'Italia riconosce un risarcimento di 45 mila euro "per i danni materiali e morali e per i costi e le spese" ottenendo in cambio "a ogni altra rivendicazione contro l'Italia". Davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo è arrivata la piena ammissione di colpa, sotto forma di risoluzione "amichevole": ammissione in due parti, da un lato il riconoscimento dei diritti fondamentali violati nella Caserma, dall'altro la comprovata inefficacia dell'inchiesta penale. Il governo si impegna anche a "predisporre corsi di formazione e specifici sul rispetto dei diritti umani per gli appartenenti alle forze dell'ordine". Con l'accordo, si legge nelle decisioni della Corte, il governo afferma di aver "riconosciuto i casi di maltrattamenti simili a quelli subiti dagli interessati a Bolzaneto come anche l'assenza di leggi adeguate", a partire dalla legge sulla tortura che (quasi) tutte le forze politiche dicono di volere ma che nessuno ha mai portato a termine, lasciando il ddl in sospeso da anni.

La quinta sezione penale della corte aveva assolto Oronzo Doria, all'epoca colonnello del corpo degli agenti di custodia, e gli agenti Franco, Trascio e Talu. Furono ancora poliziotti e guardie penitenziarie ad accanirsi sui prigionieri inermi in un delirio di terrore che ha poi condotto molti degli aguzzini di fronte alle corti di giustizia. La pene erano però quasi integralmente coperte da indulto. Lo stato ha dunque riconosciuto ufficialmente i propri torti. Quanto accaduto a Bolzaneto fu solo uno degli episodi che segnarono drammaticamente il G8 genovese del 2001 contraddistinto da manifestazioni di dissenso, tumulti di piazza, scontri tra polizia e manifestanti - in uno dei quali morì il manifestante Carlo Giuliani - e dall'irruzione alla scuola Diaz.