G7 energia, gli Stati Uniti bloccano la dichiarazione congiunta

G7 energia, gli Stati Uniti bloccano la dichiarazione congiunta

Lo ha affermato il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda durante la conferenza stampa. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda spiegando che "non è stato possibile firmare una dichiarazione congiunta su tutti i punti" dal momento che "l'amministrazione Usa si trova in un processo di revisione" della politica energetica in particolare sul tema del climate change e dell'accordo di Parigi. Da qui anche la mancanza di una dichiarazione comune al termine del G7 Energia.

Il G7 energia. che si è svolto ieri e oggi a Roma, si è concluso senza una dichiarazione congiunta da parte dei ministri dei 7 Paesi. "L'approdo - ha proseguito - e' stato discusso tra 14 possibilita' alternative". Nel comunicato l'Italia ha chiarito che tutti i membri, ad eccezione di Washington, hanno confermato "l'impegno a implementare l'accordo di Parigi sul clima, che rimane forte e deciso".

Greenpeace: "Abbiamo portato con noi un gigantesco termometro: la temperatura si alza e il Pianeta non può più aspettare". Ma il ministro Calenda ha assicurato: "Con gli Usa c'è stato un dibattito molto costruttivo e non c'è stato nessun tipo di frizione".

Gli ambientalisti chiedono di isolare le posizioni negazioniste e anti-scientifiche della nuova amministrazione Trump. Mentre tale revisione è in corso gli Stati Uniti si riservano la loro posizione su queste priorità chiave per gli altri paesi del G7 e per l'Unione europea. Nel frattempo, la chiusura di centrali continua sia negli Stati Uniti che in Europa, la costruzione di oltre 100 nuovi impianti è stata fermata in Cina e India e, a livello globale, l'avvio di nuovi progetti per centrali a carbone ha avuto un calo del 62 per cento.