Focus Francia/6. Gli identitari con la Le Pen sfideranno il tecnocrate Macron

Focus Francia/6. Gli identitari con la Le Pen sfideranno il tecnocrate Macron

Ed è proprio qui, nella Parigi colpita a ripetizione dagli attentati islamici, nella Parigi del Bataclan e di Charlie Hebdo, nella Parigi del Louvre e dei Capi Elisi, del Ritz e della banlieu, che il messaggio legge&ordine della destra lepenista non ha trovato il terreno fertile che sperava per far breccia, una volta per tutte, nei risultati delle urne. Troppo tardi e troppo poco, hanno sentenziato gli elettori: il candidato del partito che nella scorsa tornata ha conquistato la presidenza della Repubblica ha ottenuto stavolta poco più del 6%, 2.300.000 elettori su 33 milioni di votanti. Sarà bene che Macron, sempre che tutto vada secondo pronostici, pensi poi a scrivere meno bene pagine e pagine di buone intenzioni, e si ricordi di avere in mano la penna per riscrivere parte della storia. Era successo che uno dei due non passasse; che il ballottaggio se lo giocassero il candidato di destra e quello di centro; che al secondo turno arrivassero il candidato di destra e quello di estrema destra. Dire che Emmanuel Macron è un presidente inaccettabile per la Russia è "primitivo", perché "la Russia vuole stabilire relazioni normali con i suoi partner", ha aggiunto. "Madame Frexit", come spesso viene definita la Le Pen, è in effetti diventata una sorta di spauracchio per tutti i sostenitori dell'Unione Europea, dal momento che i cardini del suo programma elettorale sono l'uscita dall'Europa, il ritorno al franco, la chiusura delle frontiere, insieme alla lotta contro l'islam radicale e l'immigrazione di massa. Un appello che, pochi minuti prima, aveva fatto anche il socialista Hamon. "Non abbiamo altra scelta che votare contro l'estrema destra di Marine Le Pen".

È sbagliato sostenere che la Russia sostiene un candidato particolare alle elezioni presidenziali in Francia, ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Interfax, dopo la sconfitta al primo turno di Francois Fillon e i sondaggi che anticipano la sconfitta di Marine Le Pen al secondo.

E' un'indicazione, questa, che va nella direzione di papa Francesco quando parla di "cambiamento d'epoca", non è pensabile infatti che alla sfida indicata da Benedetto si risponda con un surplus di economicismo, tecnocrazia e finanza (questo è Macron in Francia), servirebbero uomini come quelli che pensarono e fecero realmente l'Europa dopo la guerra restaurando un immagine di persona e di politica a partire dalle radici cristiane e popolari proprie della tradizione europea. Lo ha detto il portavoce Margaritis Schinas, sottolinenando che la Commissione "non farà campagna elettorale, ma abbiamo gli strumenti a Parigi e a Bruxelles che permettono di dissipare le controverità e gli euro-miti" che saranno diffusi dalla campagna euroscettica. E non sono quelle di Macron: non è abbastanza dire Europa, dire lavoro, istruzione.