Fmi rialza le stime di crescita Pil globale, Italia fanalino di coda

Fmi rialza le stime di crescita Pil globale, Italia fanalino di coda

Il Fondo monetario internazionale ha rivisto lievemente al rialzo le stime sulla crescita dell'Eurozona, all'1,7% quest'anno, con un miglioramento dello 0,1% rispetto alla previsione dello scorso gennaio.

L'Italia resta tuttavia fanalino di coda di Eurolandia. Il deficit italiano si attesterà al 2,4% del Pil nel 2017, invece, per poi scendere all'1,4% nel 2018, a fronte delle previsioni di ottobre a 2,2% e 1,3%. Fra i rischi c'è anche quello di un rialzo "troppo veloce" dei tassi da parte della Federal Reserve, che potrebbe avere un impatto sull'economia globale.

L'attività economica globale sta accelerando con un'attesa ripresa ciclica degli investimenti, dell'attività manifatturiera e del commercio. "Se la fiducia dei mercati resta forte, la crescita nel breve termine potrebbe sorprendere al rialzo", sostiene l'Fmi, sottolineando l'ottimismo dei mercati, la performance dell'economia cinese e le politiche espansive e di deregolamentazione negli Usa. Il rapporto afferma che la strategia monetaria della Bce dovrebbe restare accomodante, con spazio per un "ulteriore allentamento in caso l'inflazione non decollasse". Diversi anche i rischi politici, con le elezioni in calendario in diversi paesi europei, e geopolitici. Le stime sul nostro Paese per l'anno in corso sono state alzate dello 0,1% rispetto all'aggiornamento del Weo dello scorso gennaio ma risultano inferiori dello 0,1% rispetto all'edizione del documento elaborata lo scorso ottobre. Nelle tabelle del FMI si legge, infatti, che a fine 2017 il tasso di disoccupazione potrebbe scendere all'11,4%, riportando quindi una flessione dello 0,3% rispetto all'11,7% del 2016, per poi scendere all'11% fine 2018.

Insomma, "l'outlook a medio termine dell'Eurozona nel complesso rimane offuscato, con la crescita potenziale prevista frenata dalla bassa produttività, dai fattori demografici avversi e, in alcuni paesi, da problemi non risolti di debiti pubblici e privati in eccesso, e dall'elevato livello degli npl (non-performing loans)". Il debito pubblico resta sopra il 130%: dopo il 132,6% del 2016, il Fmi prevede un 132,8% del Pil nel 2017 e un 131,6% nel 2018.