FMI: la crescita va avanti

FMI: la crescita va avanti

Invariata sempre a +0,8% la previsione per il 2018.

"L'output dell'Italia resta decisamente al di sotto del potenziale", così come, del resto, quello di altri paesi europei. Le stime del Fmi sono più basse di quelle contenute nel Def, dove viene stimato un pil in crescita dell'1,1% nel 2017 e dell'1,0% il prossimo anno.

Il Pil sale con un modesto +0,8% e resta fanalino di coda in Europa. Ne è convinto il Fondo monetario internazionale che nel World economic outlook si limita a ritoccare all'insù dello 0,1 per cento le stime formulate a gennaio sul 2017 e assegna al nostro paese uno spazio di crescita non superiore allo 0,8 per cento, tanto per l'anno in corso quanto per il 2018. Il Fmi dipinge però un quadro migliore per il debito, che cresce meno delle attese. È la prima volta in sei anni che il Fondo rivede al rialzo le stime di crescita a breve. Il debito pubblico resta sopra il 130%: dopo il 132,6% del 2016, il Fmi prevede un 132,8% del Pil nel 2017 e un 131,6% nel 2018.

Per il 2017, il Pil italiano è atteso infatti in crescita al ritmo su base annua dello 0,8%, dunque superiore dello 0,1% rispetto al +0,7% dell'outlook di gennaio. Le partite correnti sono viste al 2% del Pil nel 2017 e all'1,8% nel 2018 contro il 2,7% del 2016. Il rapporto tra deficit e Pil dovrebbe attestarsi al 2,4% quest'anno e all'1,4% il prossimo, contro il +2,1% e il +1,2% previsti rispettivamente nel Documento di economia e finanza varato dal governo. Dalle tabelle del Fmi - che riportano i dati sul deficit per il 2017 e il 2018, balzando poi al 2022 - il pareggio ci sarà proprio nel 2022. Vengono segnalate "buone notizie" in particolare dalla Cina e dal Giappone ma anche rischi ancorati al ribasso, legati soprattutto alla scarsa produttività, all'eccesso di diseguaglianze, alle tentazioni protezionistiche e alle tensioni geopolitiche. "Potremmo essere al punto di svolta" afferma il capo economista del Fmi, Maurice Obstfeld, mettendo in guardia sulle "severe pressioni" che pesano sul sistema di relazioni economiche internazionali seguito alla Seconda Guerra Mondiale. L " incognita Trump" è una delle incertezze globali: la politica di bilancio americana, con l'atteso taglio tasse, può avere un impatto ben al di là dei confini statunitensi, con il rischio di innescare anche la corsa della Fed nell'alzare i tassi di interesse.