Fiandre: Sagan sfida Van Avermaet

Fiandre: Sagan sfida Van Avermaet

Il belga della Quick Step ha coronato una fuga partita da solo a 55 km dal traguardo arrivando in solitaria sul traguardo e centrando la 101esima edizione della classica sul pavè. Chi se lo immaginava il velocista trevigiano lì a competere a testa alta sui Muri della corsa fiamminga? L'azione decisiva a 55 km dal traguardo sul Kwaremont. Non sappiamo e non sapremo come sarebbe andata a finire con un Sagan in piena progressione, ma mai come in questo caso possiamo dire che "il destino aiuta chi osa", prendendo spunto dalla celebre frase latina. Corsa da dimenticare per Peter Sagan, caduto a circa 15 chilometri dalla fine mentre era lanciato all'inseguimento di Gilbert. Pare che all'inseguimento di Gilbert possa dunque sganciarsi questo gruppetto extra-lusso ed invece, proprio in vista dello scollinamento, accade l'imponderabile: Sagan, che per sfruttare al massimo la canalina a bordo strada si era avvicinato troppo alle transenne, si impiglia nella giacca di uno spettatore incolpevole e cade pesantemente a terra, trascinando con sé Naesen e Van Avermaet.

Muri che hanno fatto come sempre la differenza nel bene e nel male come chi ha fatto cominciare tutto.

A riaprire una corsa che sembrava chiusa, ci ha pensato la Boels-Dolmans che, dopo la straordinaria stagione 2016, quest'anno si ritrova con una sola vittoria in gare internazionali, la Ronde van Drenthe di Amalie Dideriksen. "Il ciclista della Quick-Step, ex campione del Mondo, ha preceduto di 0.30" il connazionale e campione olimpico Greg Van Avermaet della Bmc e l'olandese Van Baarle della Cannondale. Prima sul Kapelmuur, a 95 chilometri dall'arrivo.

La Boels-Dolmans è stata doppiamente beffata perché alla fine il fotofinish ha negato anche il secondo posto, andato all'australiana Gracie Elvin (Orica) con Chantal Blaak solo terza: o Anna Van der Breggen aveva comunicato di essere letteralmente stremata, o la scelta di non dare neanche un cambio negli ultimi 10 chilometri è stata davvero controproducente. Anche in ottica Roubaix, il futuro potrebbe essere roseo. "Oggi ho provato un'emozione incredibile".