Facebook contro le fake news, lancia il decalogo in 14 Paesi

Facebook contro le fake news, lancia il decalogo in 14 Paesi

14 milioni di dollari contro le bufale online.

Facebook si è concentrata su tre aree chiave: l'interruzione delle possibilità di guadagno (perché gran parte delle notizie false derivano dalla volontà di trarne profitto), la costruzione di nuovi prodotti per frenare la diffusione di notizie false (è il caso del sistema di flag), la terza colonna è aiutare le persone a prendere decisioni più informate quando si trovano davanti a delle notizie false.

Partire dalla veridicità delle fonti è l'obiettivo che si è posto First Draft News.

Ribadendo come nessuno intenda rimuovere davvero le notizie palesemente false dal sito, Facebook ha dunque deciso di gettare in pasto all'opinione pubblica indignata qualche assaggio di democrazia reale, probabilmente destinato a cadere nel vuoto e a far rimpiangere quell'ormai vituperata vita reale in cui ingiurie calunnie e falsità non conducevano in direzione di un clic, ma di un apposito tribunale.

Facebook e i social network in generale sono oggi fra gli strumenti di informazione più utilizzati.

Proprio per questo motivo, il team di Facebook ha introdotto un nuovo strumento che consiste in una vera e propria guida studiata appositamente per gli utenti del re del social network, in cui vengono riportati 10 utili consigli per evitare di cascare nella trappola delle notizie false. Il social network ha reso infatti disponibile da giovedì 7 aprile un nuovo strumento educativo contro la disinformazione, con l´obiettivo di "insegnare" agli utenti come identificare le notizie false. La preoccupazione sentita non solo dalla maggioranza, ma anche da altre forze politiche, è che possa succedere quanto accaduto negli Stati Uniti in occasione delle ultime elezioni presidenziali o che la Troll Factory russa possa influenzare il dibattito pubblico, come è stato dimostrato di recente. Certo è che, visto la fama che ha, deve sottostare a certe regole se non vuole incorrere in sanzioni estremamente pesanti. Una lotta senza tempo e senza quartiere contro titoli sensazionalistici e clickbating, contro fonti poco attendibili e informazioni ingannevoli: una battaglia nobile ma velleitaria, ambiziosa ma ancora alla sua fase primordiale.