Erdogan vince il referendum in Turchia, sì al 51 per cento

Erdogan vince il referendum in Turchia, sì al 51 per cento

Con il 99% dei voti scrutinati nel Paese, il 'sì' si è imposto con il 51,35%, contro il 48,65%, secondo i dati diffusi dall'agenzia turca Anadolu.

Uno scarto minimo, l'esito del referendum in Turchia mostra un paese "spaccato".

Vittoria a metà per il presidente Recep Tayyip Erdogan al referendum costituzionale tenuto ieri in Turchia. Al presidente hanno voltato le spalle le grandi metropoli, dove il suo Akp governa da più di vent'anni. Le modifiche della Costituzione, che potranno garantire al presidente Erdogan di rimanere presidente fino al 2029, sono state sostenute, oltre che dall'Akp, dal Partito del movimento nazionalista (Mhp), mentre il maggiore partito di opposizione - Partito popolare repubblicano (Chp) - si e' opposto alla trasformazione della Turchia in repubblica presidenziale cosi' come il Partito democratico dei popoli (Hdp).

Il capo della commissione elettorale turca ha detto che le schede senza timbro, contestate dall'opposizione, sono valide, e che già in passato sono state ammesse. La politica austriaca, che si e' trasferita in Turchia per seguire il voto referendario nell'ambito della missione congiunta dell'Osce e dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, ha detto che lei non e' stata testimone di irregolarita' durante il voto; ma che ha notizie del fatto che nelle regioni dove si concentra la minoranza curda il lavoro degli osservatori sia stato ostacolato.

Nel suo discorso per commentare la vittoria, il presidente turco ha ribadito la necessità che i paesi stranieri rispettino il risultato del referendum e ha detto: "Abbiamo molto da fare, ma è tempo di cambiare le gomme e andare più veloce".

La partecipazione alle urne, riferisce la stampa di Ankara, si è attestata all'84 per cento dei 58 milioni degli aventi diritto di voto. In attesa che tra 11-12 giorni il risultato elettorale venga formalizzato, colpiscono alcuni dati sulla distribuzione dei voti. Se la vittoria del "sì" verrà convalidata, la riforma inizierà a essere applicata nel 2019. Il sì è rimasto anche al di sotto del 51,7 per cento ottenuto da Erdogan per l'elezione presidenziale del 2014. Il blocco AKP-MHP ha perso consensi in 63 province, confermando quanto anticipato da diversi sondaggi precedenti al referendum, riguardo al mancato supporto di parte della base elettorale dei due partiti al progetto presidenziale di Erdogan. Il risultato diventa ancor più significativo se si considerano i mezzi economici e mediatici impari della campagna elettorale condotta dal blocco del sì a confronto con quello del no.

Il No ha vinto soprattutto nelle grandi città come Ankara, Istanbul e Smirne. Il presidente Erdogan è arrivato al seggio nel quartiere di Uskudar a Istanbul, scortato da militari armati e con i cecchini schierati sui palazzi intorno.

Si allontana sempre di più quell'idea di Stato laico che Ataturk, il padre della Patria, aveva concepito un secolo fa. A far sentire la propria voce sono i membri del Chp, il partito repubblicano del popolo: i laici sono decisi a contestare il 60% dei risultati e hanno parlato di 2,5 milioni di voti incerti.