Energia: Federconsumatori, no rinvio, eliminare abolizione mercato tutelato

Energia: Federconsumatori, no rinvio, eliminare abolizione mercato tutelato

La novità emersa dalla riunione verrà inserita tra le modifiche di drafting, che non cambiano cioè la sostanza delle norme anche se comportano novità di un certo rilievo. Per capirlo è sufficiente prendere in considerazione le statistiche sulla questione aggiornate al 31 dicembre 2016, quando i clienti domestici del mercato elettrico che si servivano del regime di tutela costituivano il 64% dell'utenza totale (il 36% aveva invece già scelto di affidarsi al mercato libero). Posizioni contrarie erano state espresse dal deputato Mdp, Pierluigi Bersani, che vede nel passaggio "un'ottima occasione per qualche azienda e un rischio serio per i piccoli consumatori".

La strategia delle utility Lo slittamento di un anno per l'abolizione della maggior tutela non sembra preoccupare molto le utility, soprattutto quelle come Enel, A2A, Acea, che comunque continueranno a mantenere i clienti nella fascia protetta. Il rinvio, di fatto al primo luglio 2019, dello stop del mercato tutelato dell'energia elettrica e del gas rientra in questo modo nel maxi-emendamento che il Governo presenterà nell'Aula del Senato per il voto di fiducia al ddl Concorrenza. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda "si è impegnato a inserire nel prossimo provvedimento sulla concorrenza anche una norma che verifichi l'andamento del mercato", ha aggiunto Guerra. Solo per Enel, che controlla il 50% del mercato, questi sono circa 20 milioni. A quel punto, forse, avranno una spinta maggiore per proporre condizioni più interessanti rispetto a quelle proposte oggi (a chi accetta di passare al libero mercato) e cercheranno di vendere servizi aggiuntivi che possano catturare l'interesse del cliente (e che aumenteranno i ricavi per l'utility). Calenda ha poi sottolineato il fatto che verrà prestata la massima attenzione a essere sicuri che ci siano tutte le garanzie perché non si registrino aumenti di prezzo per i consumatori. "Non viceversa". Inoltre, continua Dona, "va tolta la condizione capestro, secondo la quale chi non sceglierà nel frattempo il nuovo fornitore del mercato libero, finirà nel servizio di salvaguardia, pagando così il 20/30% in più rispetto a quanto paga finora".