Domenica delle Palme, al via i riti della Settimana Santa

Domenica delle Palme, al via i riti della Settimana Santa

La ricorrenza, detta anche 'Domenica della Passione del Signore', ricorda l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, quando la folla lo accolse al grido di Osanna sventolando rami di palma, simbolo del trionfo del Messia, rifacendosi ad un'antica tradizione ebraica. Si inizia con la domenica delle Palme, 9 aprile, alle ore 10 celebrazione a Monsampietro Morico con la presenza dell'Arcivescovo Luigi Conti mentre alle nella cripta della cattedrale di Fermo la Santa Messa di Benedizione delle Palme.

Non temere, figlia di Sion!

Bisogna dire che nel Medio Oriente antico e di conseguenza nella Bibbia, la cavalcatura dei re, prettamente guerrieri, era il cavallo, animale nobile e considerato un'arma potente per la guerra, tanto è vero che non c'erano corse di cavalli e non venivano utilizzati nemmeno per i lavori dei campi.

Da domani in tutte le chiese monrealesi prenderanno il via le numerose iniziative legate alla Settimana Santa, che vivranno il clou con la Messa in "Coena Domini" e con la tradizionale lavanda dei piedi il Giovedì Santo, per proseguire il venerdì con le funzioni tradizionalmente dedicate alla morte di Nostro Signore e concludersi per Pasqua (sia la notte, che il giorno), con la messa di Resurrezione.

La maggiore considerazione che si ricava dal testo evangelico, è che Gesù fa il suo ingresso a Gerusalemme, sede del potere civile e religioso in Palestina, acclamato come solo ai re si faceva, a cavalcioni di un'asina.

Il racconto della Passione viene letto alternativamente da tre lettori rappresentanti: il cronista, i personaggi delle vicenda e Cristo stesso. La palma è anche simbolo di risurrezione poiché rinasce dalle proprie ceneri e per questo in greco è conosciuta, come "phoinix", ovvero fenice mentre, nell'occidente cristiano, laddove non ci sono palme viene spesso sostituita dall'ulivo, simbolo dell'unzione di Gesù, o da rametti intrecciati con fiori, se non ci sono palme o ulivi, come nelle zone del nord Europa. Si usa in molte regioni, che il capofamiglia utilizzi un rametto, intinto nell'acqua benedetta durante la veglia pasquale, per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua. Questa è testimoniata a Gerusalemme dalla fine del IV secolo e quasi subito fu accolta dalla liturgia della Siria e dell'Egitto. Lo ha spiegato il Papa, stamane, nell'omelia pronunciata in occasione della Messa della Domenica delle Palme.