Dati Ocse: la scuola italiana tra le più stressanti al mondo

Dati Ocse: la scuola italiana tra le più stressanti al mondo

Dalla ricerca emerge che nel nostro Paese i giovani sono sì complessivamente soddisfatti della loro vita e delle loro amicizie, ma anche che i ragazzi hanno un approccio agli impegni scolastici e alle scadenze caratterizzato da grande emotività. Il 55% degli studenti italiani ha dichiarato di essere d'accordo con l'affermazione "voglio essere il migliore, qualsiasi cosa faccia": un dato basso se confrontato con i sistemi più competitivi, come Thailandia (97%), Stati Uniti (93%), Colombia (92%) ed Emirati Arabi (92%).

Meno soddisfatti della media e al tempo stesso più ansiosi. In particolare, i quindicenni del Belpaese presentano livelli di ansia scolastica ben al di sopra della media Ocse: il 56% dichiara di sentirsi molto teso durante lo studio (a fronte di una media del 37% circa) e ben il 70% (media Ocse 56%), afferma di provare molta ansia anche quando si sente preparato.

Fa da contraltare, invece, l'aspetto sociale. È il ritratto degli studenti italiani fatto dal nuovo rapporto Pisa, il Programma di valutazione triennale degli studenti quindicenni realizzato dall'Ocse, il cui nuovo volume viene presentato oggi a Londra e che mostra come la scuola italiana sia tra le più stressanti al mondo. Un po' più in difficoltà i ragazzi stranieri, i quali dichiarano di far più fatica a stringere amicizia con i coetanei rispetto ai compagni. In una scala da 0 a 10, il livello medio di soddisfazione dei nostri ragazzi è risultato essere 6.9, quando la media Ocse è 7.4. L'ansia scolastica, che in Italia è più frequente negli istituti dove gli studenti studiano per oltre 50 ore la settimana (a scuola e fuori scuola), è uno dei fattori associati a una scarsa soddisfazione della vita. Nel resto dei paesi Ocse la percentuale si ferma al 66%. Il secondo fattore è il comportamento degli insegnanti. Gli studenti che dichiarano di essere ansiosi per una verifica anche dopo aver studiato adeguatamente sono il 5% meno propensi a sviluppare ansia se percepiscono che l'insegnante ha adeguato le lezioni al livello della propria classe. A livello generale, un rapporto improntato al dialogo tra studenti e docenti sembra essere centrale rispetto al livello di ansia. Quando il professore si rende disponibile a un aiuto individuale, la propensione all'ansia scende del 17%. Ancora lontana, rispetto all'Europa, invece la reale inclusione dei giovani di cittadinanza non italiana: solo il 63% degli studenti immigrati di prima generazione e il 71% di seconda generazione (contro l'83% dei coetanei degli altri Paesi esaminati) ritiene di piacere agli altri studenti.

E poi c'è internet, perché gli studenti italiani usano internet almeno sei ore al giorno tutti i giorni, comprese le ore scolastiche.

Per quanto riguarda infine l'uso di Internet il 23% degli studenti italiani riporta di usare Internet per oltre 6 ore al giorno, fuori dalla scuola, in un normale giorno della settimana, e sono pertanto ritenuti consumatori estremi di Internet. I consumatori estremi di Internet, in Italia come in altri paesi - ammonisce l'Ocse - hanno tendenzialmente peggiori risultati a scuola, maggiori probabilità di saltare scuola o arrivare in ritardo, e minori probabilità di pensare di conseguire una laurea o un diploma universitario.