Cosenza, la Finanza scopre 20 furbetti del cartellino

Cosenza, la Finanza scopre 20 furbetti del cartellino

Venti in tutto i dipendenti pubblici indagati per truffa aggravata ai danni di ente pubblico, per assenteismo.

Dai registri risultava chesvolgevano il servizio di assistenza a malati terminali einvalidi ma in realtà, in orario di lavoro, si recavano atrovare i propri parenti o si incontravano con amici oppurefacevano lunghe soste in bar e ristoranti: erano i comportamentidi un medico e tre infermieri del Servizio cure domiciliariintegrate dell'Asp di Cosenza ai quali la Guardia di finanza hanotificato un provvedimento di sospensione dall'attività per 12mesi emessa dal gip nell'ambito di un'inchiesta della Procura diCosenza contro l'assenteismo. Altri otto provvedimenti interdittivi sono stati notificati dai finanzieri del Comando provinciale cosentino ad altrettanti dipendenti del Comune di San Vincenzo La Costa. Gli infermieri, con incarico di effettuare terapie domiciliari, si scambiavano costantemente e "vicendevolmente" i tesserini aziendali, che venivano timbrati, nelle varie occasioni, dall'uno o dall'altro dipendente. "In sostanza, un solo dipendente eseguiva la timbratura del cartellino marcatempo anche nell'interesse degli altri in modo di far risultare la "presenza" anche dei colleghi assenti".

Sedici i dipendenti pubblici indagati in servizio al Comune di San Vincenzo la Costa per essersi a loro volta allontanati dal luogo di lavoro senza permesso.

Gli impiegati - sottolinea la Procura nella nota - "attraverso ingressi tardivi e arbitrari allontanamenti a piedi o in auto, si assentavano durante l'orario di lavoro, senza autorizzazione, per dedicarsi ad attività di carattere privato". Infatti nel Comune della provincia di Cosenza la presenza del dipendente veniva accertata un apposito "registro delle presenze" cartaceo dove ognuno trascriveva orario di ingresso e di uscita apponendo la propria firma. Attraverso indagini, pedinamenti, appostamenti e videoregistrazioni effettuate dai finanzieri, è emerso un quadro di diffusa inosservanza degli obblighi di diligente condotta previsti per i dipendenti della pubblica amministrazione in servizio presso il Comune, agevolata dall'assenza di un efficace sistema di controlli interni.

Si allontanavano dal luogo di lavoro senza segnalare la loro assenza, grazie alla compiacenza di colleghi i quali, in un sistema di scambio di favori, timbravano per loro il registro delle presenze.